Dopo gli annunci della Casa Bianca, la società Usa Nabep si assicura 17 progetti petroliferi nel Paese sudamericano
La compagnia petrolifera statunitense North American Blue Energy Partners assumerà il controllo di diversi giacimenti petroliferi del Venezuela precedentemente controllati da società cinesi e russe. Lo hanno dichiarato all’agenzia Reuters due funzionari statunitensi, spiegando che l’operazione rientra nel più ampio accordo sulla produzione petrolifera del Venezuela annunciato dal presidente Donald Trump nei giorni corsi.
Sono almeno 14 i contratti assegnati alla North American Blue Energy Partners (Nabep), società precedentemente di proprietà del magnate petrolifero statunitense Harry Sargeant e ora controllata dall’imprenditore venezuelano Alejandro Betancourt. «Il Venezuela è benedetto da un’abbondanza di risorse naturali, da una popolazione laboriosa e da un potenziale inespresso», ha dichiarato Betancourt in un comunicato, confermando l’accordo che taglia fuori Cina e Russia. «Questa transazione – ha aggiunto – libererà tale potenziale a grande beneficio sia dei venezuelani che degli americani».
Da Nabep hanno fatto sapere che la società avrà il controllo operativo dell’attività e che il governo statunitense deterrà diritti di partecipazione del 35% nella società, oltre a «un accesso preferenziale» al 20% della produzione a prezzo di costo. La Casa Bianca ha dichiarato che Nabep ha anche concesso al dipartimento di Stato statunitense il diritto di prelazione per l’acquisto del restante 80% della produzione.
La scorsa settimana, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti si sono assicurati l’accesso a circa 64 miliardi di barili delle riserve petrolifere accertate del Venezuela attraverso partnership con società private. L’accordo – una sorta di svendita del Venezuela, che ha sollevato critiche nel Paese e nel mondo – offre alle società Usa l’accesso ad alcune delle risorse petrolifere strategicamente più rilevanti del Paese sudamericano, scalzando Cina e Russia che hanno a lungo svolto un ruolo di primo piano nell’industria energetica venezuelana.
Ora è Washington a decidere, in base ai propri interessi, chi produce e vende il petrolio venezuelano. Nel caso di Nabep, gli Usa si sono riservati il potere di veto sulla composizione in un Cda che deve avere una maggioranza composta da cittadini americani.
Nabep con l’accordo appena raggiunto controlla un totale di 17 progetti in Venezuela, da sviluppare per rifornire di petrolio gli Stati Uniti: 14 di questi sono nuove concessioni, tolte ad altre società. Uno dei giacimenti riassegnati era precedentemente gestito da una società russa. Altri cinque da società cinesi, secondo un modello promosso dall’ex presidente Nicolas Maduro: da China Concord Resources, sanzionata dagli Usa nel 2019 per attività legate all’Iran; da Sinopec e da China National Petroleum Corp. Almeno altri tre giacimenti erano gestiti da persone vicine a Maduro, attualmente detenuto in carcere negli Usa dopo essere stato catturato dalle forze speciali americane in un blitz lo scorso gennaio.
In una diversa trattativa ma sempre nel quadro annunciato da Trump, la texana Chevron sta definendo l’accordo per aggiungere alle sue attività in Venezuela, anche la gestione diretta di due enormi giacimenti dell’Orinoco.
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