Venti linee d’azione per rilanciare il modello Brianza

Biffi: «Internazionalizzare è la strada maestra per proseguire nello sviluppo del territorio»

Il Modello Brianza nasce da una convinzione tanto semplice quanto impegnativa: a competere, oggi, non sono più le singole imprese, ma gli ecosistemi territoriali capaci di mettere in relazione manifattura, conoscenze, ricerca, università, alta formazione, istituzioni e comunità. Non un modello teorico, ma un modo concreto di fare sistema che la Brianza ha costruito nel tempo – non per condizioni eccezionali, ma per scelte ripetute e coerenti, portate avanti da imprenditori, istituzioni, mondo della formazione, università e terzo settore che hanno imparato, generazione dopo generazione, a sentirsi parte di un unico sistema. Questo metodo è stato messo per la prima volta nero su bianco in un libro, presentato a Carate Brianza.

«La Brianza è un sistema produttivo costruito nel tempo e dotato di una straordinaria capacità imprenditoriale – ha commentato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. Oggi, però, questa capacità deve diventare ancora più ambiziosa. La competizione non è più soltanto tra singole imprese, ma tra ecosistemi capaci di mettere in relazione manifattura, competenze, ricerca, innovazione, finanza e istituzioni. La Brianza ha tutte le caratteristiche per giocare questa partita, ma deve continuare ad aprirsi, rafforzando le connessioni con Milano e con l’intero ecosistema metropolitano e guardando con sempre maggiore attenzione ai mercati internazionali. Internazionalizzare oggi non significa semplicemente esportare di più: significa diversificare i mercati, costruire nuove partnership industriali, andare a cercare tecnologia, competenze, capitali e materie prime e inserirsi nelle nuove catene globali del valore. La recente missione di Assolombarda nel Mercosur va proprio in questa direzione: per la nostra industria quell’area rappresenta una vera frontiera di crescita e un’opportunità per costruire nuove relazioni industriali. Per cogliere queste opportunità dobbiamo riuscire a presentarci con un’offerta integrata, che affianchi alla qualità della nostra tecnologia un solido supporto finanziario. In questo percorso sarà fondamentale il ruolo del sistema bancario e degli strumenti messi a disposizione da SACE e SIMEST, per facilitare l’accesso alla finanza e sostenere le imprese e i partner locali. È in questa prospettiva che deve evolvere il Modello Brianza: partire dalla solidità di un sistema produttivo profondamente radicato nel territorio per costruire nuove connessioni, dentro e oltre i suoi confini, e rafforzarne la capacità di competere sui mercati internazionali».

«La Brianza concentra in poco più di 400 chilometri quadrati 81mila unità produttive e 297mila addetti, per un territorio che esprime circa 36 miliardi di euro [...]

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