Via libera alle norme sui rimpatri: si apre la strada agli hub extra Ue

L’ok definitivo dal Consiglio Affari Interni. Misure in vigore nelle prossime settimane

Oggi il Consiglio Affari Interni a Lussemburgo ha dato il via libera definitivo alle nuove norme che consentono rimpatri più “efficaci” per le persone che non hanno diritto di soggiornare nell’Unione europea. Il Regolamento rimpatri dunque sarà presto legge dell’Ue, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le nuove norme definiscono procedure valide in tutta l’Unione per il rimpatrio di chi non ha diritto a restare, con regole più severe per il rimpatrio di soggetti che rappresentano una minaccia per la sicurezza.

Ad esempio, gli Stati membri potranno imporre un divieto di ingresso a tempo indeterminato, qualora ciò sia giustificato e proporzionato al rischio per la sicurezza rappresentato dalla persona, oppure trattenere tali cittadini di Paesi terzi per un periodo superiore a 24 mesi. La legge fornisce agli Stati membri ulteriori strumenti per attuare i rimpatri. Le persone, che non hanno il diritto di soggiornare nell’Ue e che hanno ricevuto una decisione di rimpatrio, potranno essere inviate anche in centri di rimpatrio (return hubs) in Paesi Terzi, se c’è la conclusione di un accordo o di un’intesa con il Paese non appartenente all’Ue interessato. Accordi o intese che potranno essere conclusi esclusivamente con un Paese non appartenente all’Ue che rispetti le norme internazionali in materia di diritti umani e i principi del diritto internazionale, compreso il principio di non-refoulement (non respingimento).

Tutte le misure relative al rimpatrio «devono essere attuate nel pieno rispetto dei diritti fondamentali», sostiene il Consiglio. Per Jim O’Callaghan, ministro della Giustizia, degli Affari interni e della Migrazione dell’Irlanda, «circa due persone su tre, destinatarie di un ordine di lasciare l’Ue, di fatto non partono. Le norme rivedute sui rimpatri, adottate oggi, aiuteranno gli Stati membri a eseguire rimpatri rapidi ed efficaci. Questo è fondamentale per garantire un approccio comune alla gestione della migrazione nell’ambito del patto sulla migrazione e l’asilo». I minori non accompagnati sono esclusi da tali accordi o intese.

Il regolamento sarà ora pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore il giorno successivo. Alcune disposizioni, come quelle relative ai centri di rimpatrio, si applicheranno immediatamente. Le altre disposizioni, che richiedono attività preparatorie, si applicheranno un anno dopo l’entrata in vigore.

Plaude al via libera del Consiglio Ue alle nuove norme sui rimpatri il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, componente della commissione Giustizia in Senato. «È un risultato importante che rafforza la linea portata avanti dal Governo Meloni per contrastare l’immigrazione irregolare e rendere finalmente effettive le procedure di rimpatrio. Le nuove regole – afferma Gianni Berrino – consentiranno agli Stati membri di utilizzare strumenti più efficaci e aprono anche alla possibilità di istituire centri di rimpatrio in Paesi extra Ue. È una svolta concreta, dopo anni di immobilismo. Il Governo Meloni ha avuto il merito di riportare al centro dell’agenda europea il principio secondo cui chi non ha diritto a restare deve essere rimpatriato. E mentre l’Europa cambia passo, la sinistra italiana continua a tacere. Adesso avanti, senza esitazioni, più sicurezza, più controllo dei confini e una politica dei rimpatri finalmente efficace».

Articoli correlati