Vino, le cantine italiane accelerano sul ricambio generazionale. Filiera allargata da 40 milioni

Rapporto Thea: le aziende guidate dai giovani vedono il fatturato in crescita dell’8,8% e gli investimenti del 15%. Il valore aggiunto della filiera allargata supera i 40 miliardi

Il vino italiano accelera sul passaggio generazionale e migliora le performance proprio grazie alla forte immissione di giovani. È la principale novità che emerge dal rapporto strategico “Visione vino 2026 – Radici Profonde, Sguardo Lontano” che The European House Ambrosetti illustra il 16 ottobre a Voghera (Pavia) durante il Forum conclusivo della community Visione Vino.

Secondo i dati di The European House Ambrosetti nel 2025 il 30,4% delle aziende familiari del settore ha già affrontato e risolto il passaggio generazionale, mentre per il 39,2% il percorso è ancora in fieri. Ma soprattutto, le imprese che hanno inserito le nuove generazioni registrano ricavi superiori alla media dell’8,8% e una maggiore propensione agli investimenti (18% rispetto alla media).

«Il 65% del patrimonio del comparto vinicolo è in mano alle famiglie – spiega la partner e responsabile Food&Retail di Thea Group, Benedetta Brioschi –. Una quota che sale all’81,5% includendo anche le cooperative. Rispetto al settore agricolo in generale gli imprenditori del vino sono sempre più giovani: l’età media è di 45 anni contro i 60 medi dell’agricoltura. Il ricambio generazionale – continua Brioschi – può diventare una grande occasione per rafforzare le imprese del vino, ma deve accompagnarsi a un salto di scala dell’intera filiera. Un sistema composto quasi interamente da piccole imprese rischia di avere meno risorse per investire, innovare e presidiare con continuità i mercati internazionali. Per vincere all’estero occorre fare sistema, aumentando contemporaneamente dimensione competitiva e riconoscibilità del vino italiano».

Nella giornata di oggi nel corso dell’appuntamento organizzato da The European House Ambrosetti sarà resa nota anche la stima [...]

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