
Oltre al danno biologico nel risarcimento va considerata anche la frustrazione e l’imbarazzo provato dalla donna nel mostrare sul proprio corpo i segni della violenza
La donna vittima di violenza di genere va risarcita, oltre che per il danno biologico, anche per il sentimento di vergogna e frustrazione che prova nel mostrarsi in pubblico con i segni delle percosse. Così la Cassazione, con una sentenza innovativa, fa entrare nel danno morale anche l’imbarazzo sociale per i lividi. La Suprema corte ha accolto il ricorso di una moglie picchiata dall’ex marito e finita al pronto soccorso con un occhio nero. Per i giudici di merito c’era il danno biologico, in realtà limitato visto che la lesione non era grave, ma nessuna prova di un danno morale.
Ad avviso della Cassazione invece, il danno morale si può presumere. Alla paura e all’ansia di incontrare l’ex coniuge, che abitava vicino casa sua, si aggiungeva il fatto di essere costretta a uscire senza poter nascondere le ecchimosi sul volto, chiaro segno di un’aggressione fisica: un danno morale che non può essere assorbito nel lieve danno biologico. Aspetto del tutto trascurato dalla Corte d’appello. Nè il Tribunale nè la corte territoriale hanno, infatti, dato il dovuto peso alla decisiva considerazione non solo del dolore fisico ma anche «all’intimo significato afflittivo della mortificazione psicologica – si legge nella sentenza – oggettivamente sofferta per effetto della violenta prevaricazione subita, oltre all’oggettiva compromissione inflitta, sul piano morale, al proprio equilibrio emotivo connessa alla frustrazione e alla vergogna per i segni socialmente riconoscibili lasciati dalla violenza altrui sul proprio corpo».
Un principio che la Cassazione mette nero su bianco, sottolineando il suo maggior valore «nei casi in cui il fatto valga a qualificarsi, in termini ancor più gravi e intollerabili, alla stregua di una riconoscibile ipotesi di violenza di genere».
Articolo precedente
Ex Ilva: si è concluso dopo tre ore confronto governo-sindacati a Palazzo Chigi

