
Nel nostro paese l’infezione è stata riscontrata solo nei bovini, in allevamenti nelle Province autonome di Trento e Bolzano e nelle regioni Lazio, Lombardia e Campania
Sul territorio nazionale, allo stato attuale, non sono noti casi umani di infezione da virus Shamonda (Shav). A confermarlo è il ministero della Salute, che ha predisposto una circolare dopo l’identificazione in Francia del primo caso umano documentato. Il ministero mira però ad alzare il livello di attenzione e fornisce indicazioni per la sorveglianza umana e veterinaria, dato che in Italia, da questa estate, è stata segnalata la presenza del virus in diversi allevamenti di bovini.
Il ministero della Salute precisa innanzitutto che, sulla base delle evidenze disponibili finora, non è semplice valutare il rischio per la salute pubblica che può presentare il virus, dato che permangono ancora «significativi elementi di incertezza». Il primo paziente colpito dal virus, che è deceduto in Francia, infatti, era gravemente immunocompromesso, dinamica che non consente di «concludere per l’esistenza di un rischio significativo per la popolazione generale». Il soggetto aveva un’età compresa tra 60 e 70 anni, risiedeva in un’area rurale della regione francese Rhone-Alpes ed era stato ricoverato ininterrottamente da metà agosto 2026 per la sua patologia di base.
Con le informazioni a disposizione al momento, poi, non è possibile valutare in quale misura il virus Shamonda infetti le persone o provochi malattie, tanto che risulta difficile «definire in maniera affidabile l’entità del rischio per la salute pubblica» o «stabilire la frequenza delle infezioni umane, il relativo spettro clinico e le possibili modalità di trasmissione».
La trasmissione del virus attraverso vettori del genere Culicoides, precisa il ministero, [...]

