Vittime di reati, al via la campagna della Commissione Ue su diritti e assistenza

L’iniziativa «Tieni gli occhi aperti» punta a sensibilizzare i cittadini italiani sul tema e a fornire alla parte lesa una rete di sostegno

Sensibilizzare l’opinione pubblica – e in modo particolare le nuove generazioni – sui diritti delle vittime di reati in Italia e sulle misure di sostegno e assistenza disponibili. È questo l’obiettivo di «Tieni gli occhi aperti», la nuova campagna informativa lanciata in occasione della Rome Future Week che, da ieri e fino al 27 settembre, accenderà i riflettori sui temi del futuro, dell’innovazione, della sostenibilità e dell’inclusione.

Nata dalla Strategia europea sui diritti delle vittime, che punta a garantirne massima promozione e tutela e che la Commissione è intenzionata a prolungare anche per il prossimo mandato, la campagna spinge sulla necessità di fare i conti con la realtà dei crimini in Italia, rivolgendosi principalmente alle vittime, ai familiari e agli amici stretti e, in generale, esortando tutta la cittadinanza a non voltarsi mai dall’altra parte.

«I crimini possono avere effetti profondi e duraturi sulle vittime. Devono essere ascoltate, sostenute e trattate con rispetto ed equità durante tutto il loro percorso all’interno del sistema di giustizia penale. Questo richiede una legislazione e delle politiche solide, insieme al coinvolgimento attivo della società nel suo complesso, per garantire che i diritti delle vittime siano effettivamente tutelati», ha spiegato Michael McGrath, commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori.

Al di là del fine puramente educativo, «Tieni gli occhi aperti» vuole anche incoraggiare i cittadini «a costruire una comunità solidale attorno alle persone colpite», facendo leva sull’idea che, secondo McGrath, «rimanere vigili e promuovere la consapevolezza sono passi importanti verso il rafforzamento della protezione, del sostegno e della giustizia» verso la parte (più o meno) gravemente danneggiata.

A sottolineare il valore dell’iniziativa – che, per essere più pervasiva possibile, si dividerà tra interventi di sensibilizzazione sul campo, presenza sui social, partnership con i media e confronto diretto con tutte le parti interessate – anche uno studio, condotto prima del lancio dalla Commissione Ue su un campione di giovani italiani d’età compresa tra 18 e 30 anni, per valutare il livello conoscenza del tema, il grado di informazione sui servizi assistenziali e la possibilità di denunciare i reati.

I risultati hanno confermato la necessità di un intervento tempestivo: il 36 per cento degli intervistati, infatti, non sa o non è sicuro del fatto che le vittime di reati possano godere di effettive tutele sul territorio dell’Unione europea, mentre il 12 per cento ha dichiarato di non conoscere quali siano questi diritti.

Non solo: il 91 per cento degli intervistati consiglierebbe alle vittime di rivolgersi a servizi d’assistenza professionali. E anche su questo punto la campagna interviene in maniera proattiva, fornendo un elenco di organizzazioni specializzate a cui le vittime possono chiedere aiuto.

Ma facciamo qualche passo indietro. Guardando al quadro normativo, nell’Unione europea le vittime godono di un’ampia rosa di diritti: il diritto di comprendere ed essere comprese, che impone comunicazioni semplici e comprensibili; il diritto all’informazione, per cui devono ricevere tutti i dettagli necessari su supporto, risarcimenti, giustizia riparativa, protezione, su come denunciare i reati e accedere all’assistenza legale; il diritto a ricevere supporto, che riguarda i servizi d’assistenza gratuiti e ad hoc; il diritto a partecipare ai procedimenti penali; il diritto a una protezione e a una valutazione individuale, che mira a schermarli da vittimizzazione secondaria e ricorrente, intimidazioni, ritorsioni e danni morali.

Nel perimetro della salvaguardia assistita dalla legge, i passi della Commissione Ue in questi anni sono stati graduali ma decisi: nel 2012, infatti, è stata adottata la Direttiva sui diritti delle vittime, il provvedimento che è arrivato a regolamentare quello che per anni è stato solo ambizioni e intenzioni. A giugno 2026 Europarlamento e Consiglio di Stato hanno approvato la revisione della normativa (in vigore da luglio, gli Stati membri hanno a disposizione 24 mesi per recepirla), predisponendo risarcimenti più rapidi, una helpline telefonica gratuita, tutela potenziata per i minorenni e sostegni speciali. Misure sempre più necessarie anche alla luce dei dati raccolti: in Europa il 15 per cento delle persone è vittima di reato e, ogni anno, 22 milioni di cittadini europei subiscono un’aggressione fisica.

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