
I calendari perpetui, i tourbillon e tutte le complicazioni che hanno scritto la storia dell’orologeria. Al CityOval vanno in scena capolavori unici. E due pezzi speciali dedicati all’Italia.
Perché Patek Philippe è il simbolo dell’alta orologeria? Chi è appassionato di orologi lo sa bene, conosce i modelli, la lunga tradizione, le evoluzioni meccaniche, l’artigianalità e la cura con la quale vengono realizzati segnatempo ricercatissimi. Chi appassionato non lo è (ancora), ma solo incuriosito, non può perdere l’opportunità di conoscere una maison che in 187 anni di vita ha prodotto alcune delle più importanti meraviglie meccaniche dell’orologeria intera.
Per tutti, l’occasione si presenta dal 2 al 18 ottobre, quando il brand orologiero svizzero allestirà a Milano la sua settima Watch Art Grand Exhibition. Un format che ha debuttato nel 2012 a Dubai con l’obiettivo di presentare al maggior numero di persone nel mondo la maison al di fuori di Ginevra, città dove ha sede e dove è nata nel 1839. Allora si chiamava Patek, Czapek & Cie, e a fondarla erano stati l’imprenditore Antoine Norbert de Patek e l’orologiaio Franciszek Czapek. Il nome solo nel 1845 diventerà Patek Philippe & Cie, in seguito all’ingresso in azienda di un altro orologiaio, Jean Adrien Philippe, e all’uscita di Czapek. Dal 1932 il marchio è di proprietà della famiglia Stern che lo guida ormai da quattro generazioni, e Thierry Stern ne è attualmente il presidente.
A lui si deve il progetto della Watch Art Grand Exhibition nato «per dare l’opportunità a tutte le persone interessate di condividere la loro passione per la bella orologeria e scoprire le nostre complicazioni (cioè, tutte le funzioni aggiuntive, oltre alla semplice indicazione di ore e minuti, come ad esempio il calendario perpetuo e il cronografo, ndr), la nostra storia, le nostre collezioni entrando in contatto con ingegneri, orologiai e artigiani provenienti dalla nostra manifattura», spiega. Dopo Dubai, l’evento si è tenuto a Monaco di Baviera nel 2013, a Londra nel 2015, a New York nel 2017, a Singapore nel 2019 e a Tokyo nel 2023, accogliendo in totale oltre 165mila visitatori. Ora è il momento di Milano. «Per questa nuova edizione, la Watch Art Grand Exhibition ritorna in Europa e vuole essere un segno di riconoscenza all’Italia, un mercato storico e importante per Patek Philippe», spiega. «Infatti, nei nostri registri risulta che i primi acquisti del brand siano stati fatti proprio da clienti italiani». La location scelta per la nuova edizione è quella che, fino a poco tempo fa, era conosciuta in città come Palazzo delle Scintille, in piazza VI Febbraio, e ora rinominata CityOval, una sorta di storica porta d’ingresso a CityLife, distretto di recente costruzione diventato uno dei simboli milanesi. L’area, nata dove un tempo sorgeva la vecchia Fiera Campionaria, ha cambiato il panorama della città, con le sue tre torri soprannominate lo Storto, il Dritto e il Curvo, realizzate dalle archistar Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind, e con il grande parco verde di 128mila metri quadrati con campi da tennis e padel.
CityOval è oggi un polo multifunzionale e culturale, inaugurato in occasione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, dopo un’accurata ristrutturazione, firmata da Calzoni Architetti. La storia dell’edificio segue l’evoluzione del capoluogo lombardo. Progettato dall’architetto Paolo Vietti Violi nel 1923 come Palazzo dello Sport, è diventato uno dei primi padiglioni della Fiera di Milano nel 1934. Successivamente, nel 1946, ha ospitato, in via eccezionale, la stagione lirica del Teatro alla Scala, danneggiato durante la Seconda guerra mondiale. Al suo esterno mantiene l’originale stile liberty, ha una superficie coperta di oltre 8.200 metri quadrati e si caratterizza per l’ampia cupola ellittica in vetro e metallo che tocca i 31 metri di altezza. Il cuore è l’arena centrale, con una pianta ovale di oltre 4mila metri quadrati, modulabile a seconda delle necessità dell’evento in programma. Saranno oltre 2.900 i metri quadrati dove ad ottobre Patek Philippe allestirà la dettagliata rappresentazione del suo mondo, suddivisa in 15 aree tematiche: dalla sede storica nella centrale Rue du Rhône a Ginevra, alla manifattura alle porte della città di Plan-les Ouates fino al Museo Patek Philippe, considerato uno dei più completi dedicati all’orologeria, situato nel ginevrino quartiere di Plainpalais. Il nome, Watch Art Grand Exhibition, riecheggia le grandi esposizioni del passato ed è concepito come un viaggio nel tempo e nello spazio scandito da capolavori dell’arte orologiera. A cominciare dalla collezione attuale del marchio, rappresentata da circa 500 orologi, sia maschili sia femminili, di tutte le linee: Grandi Complicazioni, Complicazioni, Calatrava, Gondolo, Golden Ellipse, Cubitus, Nautilus, Aquanaut, Twenty-4 e Pocket Watches. A questi si aggiunge una selezione di orologi della famiglia Rare Handcrafts, la più autentica espressione del savoir-faire della maison: 27 modelli, fra creazioni da tavolo, da tasca e da polso, che utilizzano eccezionali lavorazioni come la pittura a smalto in miniatura, l’incisione a mano, l’intarsio in microlegno e l’incastonatura delle pietre preziose.
Tra questi sono stati realizzati anche due pezzi unici legati all’Italia. Il primo è l’orologio da tasca “Burano” Ref. 992/193J-001 in oro giallo: un omaggio all’isola veneziana del merletto, rappresentata sul fondello in una giornata di sole, con le caratteristiche case variopinte che si specchiano nei canali. Realizzato con la lavorazione guilloché e successivamente smaltato in 70 colori, i riflessi dell’acqua sono stati ricreati attingendo alla tecnica paillonné, con foglie d’oro e d’argento inserite sotto la superficie in smalto. Il secondo orologio, da tavolo, è il Sicilian Oranges Ref. 20179M-001 in smalto cloisonné Grand Feu che, grazie alla sua decorazione, è in grado di offrire due piani visivi diversi che hanno per protagonisti gli alberi di arancio e la città di Palermo, con un efficace effetto prospettico tridimensionale.
Per rendere l’esperienza dei visitatori più concreta e diretta, è stata prevista la presenza degli artigiani della maison che offriranno dimostrazioni pratiche delle diverse fasi di lavorazione. Nella zona dedicata ai modelli provenienti dal Museo sarà esposta una selezione di 100 importanti orologi realizzati dal marchio nell’arco degli anni – come un Ore del Mondo Ref. 1415 HU da polso del 1948 di Patek Philippe con quadrante che rappresenta l’emisfero orientale -, ma ci saranno anche opere di altissimo valore storico prodotte da altre realtà o da altri orologiai. Tra questi, l’orologio da tasca appartenuto a re Umberto I di Savoia del 1897, un segnatempo senza coperchio con il fondello decorato con il suo stemma e diamanti incastonati.
Non può mancare, infine, un’area dedicata ai grandi capolavori meccanici della maison, la Super Complication, dove vedere pezzi particolarissimi, come il modello da tasca Calibre 89 realizzato nel 1989, in occasione del 150esimo anniversario del brand (che, all’epoca del suo lancio, era l’orologio con più complicazioni mai prodotto: ne aveva ben 33), o come il Grandmaster Chime Ref. 5175 da polso con 20 complicazioni, svelato nel 2014. Se c’è un elemento distintivo di Patek Philippe, è la ricerca sulle suonerie: per questo, all’interno dell’Oval, è stato previsto un ampio spazio dedicato, Master of Sound. Infine, per ogni Watch Art Grand Exhibition, vengono prodotti dei nuovi modelli speciali la cui vendita è sempre in esclusiva per il mercato ospitante.
A questo punto il percorso è completo, basta un ultimo passo: prenotare in anticipo la visita e il biglietto d’ingresso (gratuito) registrandosi sul sito.

