
Indagine promossa dell’agenzia Generali Genova. Il 78% delle imprese prevede di mantenere o aumentare gli investimenti dedicati nei prossimi 3-5 anni
In Liguria quasi un’impresa su due (il 46%) ha già introdotto iniziative di welfare integrative, rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali; e il 78% prevede di mantenere o aumentare gli investimenti dedicati, nell’arco dei prossimi 3-5 anni. È quanto emerge nell’edizione 2026 di Officina welfare, indagine promossa dall’agenzia Generali Genova piazza Dante, in collaborazione con la business unit Health & welfare di Generali Italia. Lo studio sarà presentato oggi, nel corso di un’iniziativa ad hoc dedicata al confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder del territorio.
Alla rilevazione, realizzata nel mese di luglio (attraverso metodologia Cawi) hanno partecipato 316 aziende liguri, in crescita del 23% circa rispetto all’edizione precedente (erano 256). Il 69% del campione ha sede nella provincia di Genova, il 16% a Savona, il 9% a Imperia e il 6% a La Spezia. Micro e piccole imprese hanno rappresentato complessivamente il 76% delle realtà intervistate; i contratti collettivi più presenti sono commercio (32%), metalmeccanica (14%), terziario (12%) e turismo (8%).
Il 46% delle aziende intervistate, come si è accennato, ha dichiarato di applicare iniziative integrative, rispetto al contratto nazionale. L’incidenza è salita al 57% nelle piccole imprese (+5% rispetto all’indagine del 2025), all’83% nelle medie (+17%) e all’80% nelle grandi (+12%); solo le micro presentano un trend stabile (-1%). Tra le aziende che hanno adottato misure di welfare, il 57% dichiara di renderle disponibili a tutti i dipendenti, con un aumento dell’1% rispetto al 2025 e del 7% rispetto all’indagine del 2024.
Il miglioramento della soddisfazione dei lavoratori e del clima aziendale è indicato come obiettivo dal 45% delle imprese che hanno attuato iniziative di welfare, con una crescita dell’11% rispetto al 2025. Seguono l’aumento della produttività (44%), la volontà di premiare i lavoratori (39%) e il rafforzamento della reputazione aziendale (27%).
Le iniziative che risultano più adottate sono le polizze assicurative (44%), la sanità integrativa (37%) e la previdenza integrativa (37%). I servizi di assistenza medica e sociosanitaria hanno raggiunto il 30% e risultano più che raddoppiati rispetto al 2025, mentre il supporto economico ai lavoratori si attesta al 27% (+8% sul 2025).
Le piattaforme di flexible e fringe benefits – ovvero portali digitali di welfare aziendale che permettono alle aziende di erogare e ai dipendenti di gestire beni, servizi e rimborsi in aggiunta alla retribuzione – emergono come la misura futura più attrattiva: il 40% delle imprese dichiara di volerle adottare. Tra le aziende che hanno risposto alla domanda specifica, il 57% già prevede piattaforme per la gestione dei benefit; complessivamente, il 29% ha reso le prestazioni accessibili tramite piattaforme online o voucher.
Guardando ai prossimi 3-5 anni, quasi otto imprese liguri su 10, il 78%, prevedono di mantenere o aumentare le risorse dedicate al welfare. In particolare, il 49% dichiara di voler incrementare investimenti e risorse e il 29% manifesta l’intenzione di confermarli ai livelli attuali. Soltanto il 2% prevede una riduzione. Infine, Il 45% delle micro e piccole imprese ha dichiarato di possedere almeno una conoscenza generale delle norme e degli incentivi fiscali collegati al welfare.
«I risultati dell’indagine 2026 – afferma Carlo Tenderini, al timone dell’agenzia genovese di piazza Dante di Generali Italia – confermano che il welfare aziendale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie delle imprese liguri. Non cresce soltanto il numero delle aziende che investono in queste iniziative, ma anche la consapevolezza del loro valore per il benessere delle persone, la qualità del lavoro e la competitività delle organizzazioni. Con Officina welfare vogliamo continuare a promuovere un momento di confronto concreto tra imprese, istituzioni e territorio, contribuendo alla diffusione di una cultura del welfare capace di generare valore per le aziende e per le comunità».
Le evidenze della ricerca, sottolinea, da parte sua, Barbara Ambrogioni, responsabile Health & welfare services and marketing di Generali Welion, «mostrano come il welfare aziendale sia sempre più riconosciuto, dalle imprese liguri, come uno strumento capace di generare valore per le persone e per l’organizzazione. La crescita registrata in questa regione conferma una crescente attenzione verso il benessere dei lavoratori e la qualità dell’ambiente di lavoro. Come Generali vogliamo accompagnare le aziende in questo percorso, favorendo la diffusione di soluzioni concrete che contribuiscano a migliorare la qualità della vita delle persone».

