
In Italia 70 milioni di passeggeri trasportati, primo mercato. La low cost cresce in Lombardia nonostante la crisi ma Roma resta troppo cara
Il caro energia torna a pesare sul trasporto aereo europeo e, secondo Ryanair, finirà per riflettersi sulle tariffe. La dinamica riguarda soprattutto il mercato del corto raggio, dove i vettori devono fare i conti con costi operativi più elevati e una capacità complessivamente più contenuta.
«L’ambiente tariffario generale in Europa per il corto raggio sta salendo», è il quadro tracciato da Eddie Wilson, ceo di Ryanair. La low cost, pur partendo da una base tariffaria più bassa rispetto ai concorrenti, seguirà questa tendenza. La logica è quella di un mercato in cui l’aumento dei costi di carburante ed energia rende difficile mantenere invariati i prezzi dei biglietti.
Ryanair dispone di una copertura significativa sul carburante: circa l’80% dei consumi è indicato a un prezzo di circa 670 dollari per tonnellata, mentre il restante 20% resta esposto alle quotazioni di mercato.
È proprio questa componente non coperta a rappresentare, secondo Wilson, una fonte di pressione per il settore. Per alcune compagnie, con costi del carburante molto più elevati rispetto ai livelli coperti, mantenere le tariffe invariate potrebbe tradursi rapidamente in margini negativi.
Ryanair, sostiene il manager, parte tuttavia da una posizione diversa: le sue tariffe sono mediamente inferiori a quelle dei concorrenti. In caso di aumento generalizzato dei prezzi, quindi, il gruppo può trasferire parte dell’incremento sui passeggeri mantenendo comunque un differenziale rispetto agli altri vettori.
Il punto centrale resta però la domanda: quanto il consumatore sarà disposto ad assorbire gli aumenti?.
L’Italia rappresenta uno dei pilastri della strategia di Ryanair. Nell’esercizio in corso la compagnia prevede di trasportare oltre 70 milioni di passeggeri da, verso e all’interno del Paese, facendo dell’Italia il principale mercato del gruppo.
La crescita non è uniforme. Nell’area milanese, per esempio, Ryanair indica un incremento dell’ordine dell’11% per la stagione invernale, senza riduzione di capacità e l’aumento di due aerei basati all’aeroporto di Bergamo portando a 24 gli aerei a cui si aggiungono i 9 nove di Malpensa, per un totale di 33 velivoli in Lombardia per un totale di 3,3 miliardi totali investiti.
Al contrario, Roma non cresce rimanendo sugli stessi livelli.
Il gruppo rivendica inoltre un ruolo crescente nei collegamenti tra le regioni italiane. Secondo Wilson, la riduzione dell’offerta domestica da parte di altri grandi operatori ha creato spazio per le compagnie low cost, consentendo a Ryanair di aumentare la propria presenza sulle rotte interne.
Particolare attenzione è riservata agli aeroporti regionali che riescono a offrire condizioni economiche competitive, con la riduzione della tassa municipale, e accordi di lungo periodo. È qui, secondo il management, che si concentra una parte rilevante della crescita futura.
Il rapporto con gli aeroporti romani resta invece problematico. Il manager contesta in particolare i vincoli operativi di Ciampino e il livello dei costi aeroportuali a Fiumicino. Secondo il ceo di Ryanair, Ciampino sarebbe penalizzato da restrizioni sul numero dei movimenti che, a suo giudizio, non sarebbero giustificate dagli attuali livelli di rumorosità degli aeromobili.
Più generale è la critica alla struttura dei costi aeroportuali della capitale. Per Ryanair, investimenti infrastrutturali e incremento delle tariffe rischiano di ridurre la competitività dello scalo rispetto ai principali hub europei.
La compagnia, per questo motivo, non intende per ora aumentare significativamente la propria capacità a Roma.
Sul fronte della flotta, Ryanair continua a prevedere 15 consegne di Boeing 737 Max 10 nella prossima estate. nonostante i problemi rilevati dalla FAA nel corso della certificazione del velivolo che ha posticipato il via libera. Il gruppo non ha ricevuto da Boeing indicazioni di modifiche rispetto al calendario previsto.
Le consegne rappresentano comunque una quota limitata rispetto alla dimensione della flotta: Ryanair conta attualmente circa 656 aeromobili. Il gruppo continua inoltre a operare sulla base di un portafoglio ordini molto ampio, che secondo Wilson garantisce una visibilità significativa sulla crescita futura.
Nel ragionamento di Wilson, l’aumento dei costi energetici si inserisce in una trasformazione più ampia del mercato europeo. Il manager prevede nuove difficoltà per i vettori caratterizzati da strutture di costo elevate, bilanci appesantiti o capacità eccessiva rispetto alla domanda.
Il riferimento è a diversi operatori europei che negli ultimi anni hanno attraversato procedure di ristrutturazione, ridimensionamenti o cambiamenti proprietari. Il caso di Tap Air Portugal, ancora interessata da un processo di privatizzazione dopo il sostegno pubblico ricevuto, viene indicato come uno degli esempi del consolidamento in corso.
Anche EasyJet si inserisce nel quadro di un settore che potrebbe andare incontro a ulteriori operazioni di concentrazione. Il ceo osserva che la compagnia britannica dispone di una presenza significativa in aeroporti caratterizzati da vincoli di capacità, ma sottolinea come la crescita della capacità europea non sia più scontata.
La previsione generale del manager è netta: «Il settore vedrà nuove difficoltà e possibili uscite dal mercato, soprattutto se il costo del carburante resterà elevato».
Nonostante il possibile consolidamento, Ryanair non sembra orientata a modificare la propria strategia attraverso grandi acquisizioni. Il gruppo ha già un portafoglio ordini di circa 300 aeromobili, sufficiente a sostenere la crescita organica per gli anni a venire.
Il modello resta quello della crescita della capacità, dell’utilizzo di una flotta relativamente giovane e del mantenimento di una struttura di costi contenuta.
Wilson respinge inoltre l’idea di una trasformazione del modello low cost attraverso l’introduzione sistematica di classi premium o di servizi aggiuntivi. La strategia, sostiene, rimane concentrata su tre elementi: tariffe basse, puntualità e affidabilità operativa.
È questa, nella visione del management, la proposta di valore con cui Ryanair intende affrontare la prossima fase del mercato europeo: una fase nella quale l’aumento dei costi potrebbe accelerare il processo di concentrazione del trasporto aereo e spingere verso l’alto le tariffe del corto raggio.
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