Il Pentagono sta inviando in Medio Oriente un terzo gruppo d’attacco incentrato sulla portaerei Uss Theodore Roosevelta e ulteriori navi del Corpo dei Marines: la mossa, riferisce il Wall Street Journal, comporterà l’arrivo nella regione di un contingente aggiuntivo compreso tra i 9.000 e i 10.000 effettivi, proprio mentre il presidente Donald Trump valuta la possibilità di riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato. Le navi, i caccia, i Marines e il personale della Marina giungeranno nell’area entro la fine di novembre, hanno riferito i funzionari citati in forma anonima.

Donald Trump ha affermato che l’Iran è “pronto a cedere” e che la questione “si concluderà molto in fretta”. Parlando a Denton, in Texas, presso lo stabilimento della Peterbilt Motors in un evento della campagna elettorale in vista delle midterm, il presidente americano ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti vinceranno la guerra “subito dopo le elezioni”, pur aggiungendo che ciò potrebbe accadere “magari prima delle elezioni”. “Farò in modo che la questione iraniana si concluda molto rapidamente”, ha detto il tycoon, aggiungendo che i prezzi dell’energia scenderanno “molto, molto velocemente”. Trump ha affermato che gli Stati Uniti stanno “cercando di usare le buone maniere” con l’attuale leader iraniano. “A dire il vero, non sappiamo con chi diavolo avere a che fare. Nessuno vuole fare il presidente”, ha detto

Nelle ultime settimane, le forze armate americane hanno inviato due ulteriori batterie di missili Patriot per proteggere gli impianti petroliferi e di gas in Arabia Saudita e in Qatar. Lo riporta Axios, secondo quanto riferito da due funzionari Usa e da una fonte della regione. La mossa degli Stati Uniti punta a rassicurare entrambi gli alleati sulla protezione delle loro infrastrutture energetiche strategiche, nell’eventualità che il presidente Donald Trump decida di far ripartire importanti operazioni di combattimento contro l’Iran. Ieri Trump ha dichiarato di valutare la possibilità di riprendere una campagna di bombardamenti nelle prossime settimane. “Ora devo prendere una decisione: o l’Iran firma l’accordo, oppure non esisterà più”, ha affermato.

Le raffinerie cinesi hanno sospeso per ottobre le esportazioni di prodotti petroliferi verso destinazioni al di fuori di Hong Kong e Macao, in attesa di nuove indicazioni da Pechino. Lo riferisce il sito di Reuters, citando quattro persone informate sulla questione. La decisione arriva mentre Pechino punta a preservare le scorte domestiche. La Cina aveva limitato le esportazioni di carburanti a marzo, dopo che la guerra con l’Iran aveva interrotto le forniture di greggio dal Medio Oriente, per poi allentare le restrizioni a luglio e gestire le spedizioni su base mensile. Non è chiaro se Pechino autorizzerà la ripresa delle esportazioni dopo la fine della festività nazionale, il 7 ottobre. Secondo le fonti citate dal sito di Reuters, la decisione potrebbe dipendere dal livello delle scorte interne e dalla produzione delle raffinerie. La compagnia statale PetroChina ha cancellato mercoledì alcuni carichi di benzina e carburante per aerei previsti per ottobre, mentre Zhejiang Petrochemical non ha programmato spedizioni di prodotti petroliferi durante la settimana di festa. A settembre la Cina ha esportato circa 1,4 milioni di tonnellate di diesel, 500mila tonnellate di benzina e almeno 2 milioni di tonnellate di carburante per aerei, comprese le spedizioni verso Hong Kong e Macao. Tra le principali destinazioni figurano Singapore, Malaysia, Australia, Vietnam, Bangladesh e Filippine

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