
Prima del vertice, Trump incontrerà a New York il presidente francese Emmanuel Macron, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. E apre a un vertice con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian
Il presidente cinese Xi Jinping sarà negli Stati uniti da mercoledì a venerdì per una visita di Stato che dovrebbe culminare giovedì 24 settembre nel secondo vertice dell’anno con il presidente Usa Donald Trump. Si tratta della prima visita di Stato del leader cinese negli Stati uniti dal 2015 – che però è stato in America nel 2023 in occasione della riunione Apec – e di una nuova tappa nel tentativo delle due maggiori economie mondiali di stabilizzare rapporti ancora segnati dalle tensioni sul commercio, la tecnologia e la sicurezza.
Trump dovrebbe compiere un gesto diplomatico non abituale recandosi personalmente mercoledì alla base aerea di Andrews, nei pressi di Washington, per accogliere Xi al suo arrivo. Il programma ufficiale entrerà nel vivo giovedì con la cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca, una rassegna militare nel Giardino delle rose e i colloqui tra le due delegazioni. In serata è prevista una cena di Stato alla quale sono stati invitati alcuni dei principali esponenti dell’industria tecnologica e finanziaria americana, tra cui Elon Musk, Jeff Bezos, Tim Cook e Jensen Huang. Venerdì Trump ospiterà Xi per un incontro più ristretto alla Casa Bianca, seguito da una visita agli Archivi nazionali prima della partenza del presidente cinese.
Sarà il secondo faccia a faccia tra Xi e Trump nel giro di quattro mesi. I due leader si erano incontrati a Pechino a maggio, durante la visita di Stato del presidente americano in Cina, concordando di lavorare alla costruzione di quella che i due governi hanno definito una “relazione costruttiva di stabilità strategica”. Il vertice di Washington servirà ora a verificare quanto di quella impostazione possa essere tradotto in intese concrete.
Il commercio resta uno dei dossier principali. La tregua raggiunta lo scorso anno a Busan ha ridotto il rischio di una nuova escalation tariffaria, senza tuttavia eliminare le divergenze. Washington continua a premere per un maggiore accesso alle terre rare e ai minerali critici cinesi e per maggiori acquisti di prodotti americani, mentre Pechino chiede un allentamento delle restrizioni statunitensi sulle tecnologie avanzate e delle misure che colpiscono le imprese cinesi.
A preparare il terreno per il vertice sono stati ieri a New York il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng. Le due parti hanno concordato di rendere operativo un organismo bilaterale destinato a individuare categorie di prodotti non sensibili sulle quali ridurre gli ostacoli commerciali e di avviare un dialogo specifico sull’intelligenza artificiale.
Proprio l’Ia dovrebbe essere uno dei temi più delicati dei colloqui tra Xi e Trump. Washington ha proposto un meccanismo di comunicazione tra i due Paesi per segnalare incidenti legati ai sistemi di Ia che possano assumere rilevanza per la sicurezza nazionale. Al tempo stesso, resta aperto il confronto sull’accesso delle aziende cinesi ai semiconduttori più avanzati e ai modelli americani. Gli Stati uniti accusano alcune società cinesi di aver ottenuto capacità tecnologiche statunitensi senza autorizzazione, accuse respinte da Pechino, che considera le restrizioni americane un tentativo di ostacolare il proprio sviluppo tecnologico.
Sul tavolo vi saranno anche Taiwan e le altre questioni di sicurezza che continuano a dividere le due potenze, oltre ai rapporti economici della Cina con l’Iran e al contrasto al traffico dei precursori chimici utilizzati per produrre fentanyl. Su Taiwan, Pechino continua a chiedere agli Stati uniti di ridurre il sostegno militare all’isola, mentre Washington mantiene i propri rapporti con Taipei nel quadro della legislazione americana vigente.
Xi arriva a Washington dopo una serie di appuntamenti internazionali con cui Pechino ha cercato di rafforzare il proprio ruolo diplomatico, ultimo dei quali il vertice dei Brics a Nuova Delhi. Quello della Casa Bianca potrebbe inoltre non essere l’ultimo incontro dell’anno tra i due presidenti: nuove occasioni di confronto potrebbero arrivare al vertice dell’Apec in programma a Shenzhen a novembre e al G20 di Miami a dicembre.
Il presidente Usa Donald Trump incontrerà oggi a New York il presidente francese Emmanuel Macron, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni unite. Lo ha annunciato la Casa Bianca.
Il colloquio è previsto alle 23.35 ora italiana, secondo l’agenda del presidente americano pubblicata domenica sera. Poco prima Trump riceverà il sindaco di New York Zohran Mamdani, esponente della sinistra del Partito democratico e oppositore della sua politica.
Macron raggiungerà New York da Saint-Pierre-et-Miquelon, territorio francese nell’Atlantico settentrionale, dove ha incontrato il primo ministro canadese Mark Carney. I due leader hanno difeso la “sovranità” dei rispettivi Paesi e auspicato un “profondo riavvicinamento”.
Durante la permanenza a New York, Macron avrà una serie di colloqui dedicati alle principali crisi internazionali. Oltre a Trump, dovrebbe incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l’Eliseo sta lavorando anche a incontri con leader del Medio Oriente, tra cui il presidente iraniano Massoud Pezeshkian.
Il presidente francese incontrerà inoltre alcuni dei principali protagonisti mondiali dell’intelligenza artificiale. Nel discorso all’Assemblea generale delle Nazioni unite, previsto domani, Macron intende sostenere “un multilateralismo efficace”, basato su coalizioni di Stati e altri attori capaci di produrre risultati concreti.
“Succederanno cose molto importanti. Sto prendendo delle decisioni. La mia domanda è se e quando farò saltare tutto in aria. Farebbero meglio a comportarsi bene”. Lo ha detto a Fox News il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aggiungendo di essere aperto alla possibilità di un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
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