
La misura prevede contributi fino al 100% dei costi ammissibili, procedure automatizzate e priorità ai progetti collettivi con un massimale di 15mila euro per ettaro
Trenta milioni di euro per sostenere il ripristino del potenziale produttivo delle aziende agricole colpite dalla Xylella fastidiosa e accompagnare la rigenerazione del comparto olivicolo pugliese. È questo l’obiettivo del nuovo bando, presentato oggi a Bari dall’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, e dal direttore di Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Fabio Vitale, in vista della sua prossima pubblicazione. La misura prevede contributi fino al 100% dei costi ammissibili, procedure automatizzate e priorità ai progetti collettivi.
L’intervento mette a disposizione delle imprese agricole uno strumento concreto per ricostruire la capacità produttiva, realizzare nuovi impianti e creare prospettive di sviluppo durature nei territori segnati dall’emergenza fitosanitaria. La diffusione della Xylella fastidiosa ha provocato il disseccamento e la morte di oltre 10 milioni di ulivi, trasformando profondamente il paesaggio rurale, l’economia olivicola e l’identità di vaste aree della Puglia.
In questo contesto, il nuovo bando punta a superare una logica di interventi frammentati, mettendo a sistema risorse finanziarie, semplificazione amministrativa e criteri di selezione orientati all’efficacia degli investimenti. L’obiettivo è accompagnare la ripresa del comparto con una misura capace di coniugare tempestività, trasparenza e attenzione alle esigenze delle aziende agricole.
La dotazione finanziaria di 30 milioni di euro sarà destinata a contributi a fondo perduto per interventi di ripristino produttivo e rigenerazione delle superfici agricole interessate dall’emergenza Xylella.
Il sostegno è determinato sulla base dei costi standard previsti dall’avviso. Per gli oliveti con densità originaria superiore a 201 piante per ettaro è previsto un limite massimo di 15mila euro per ettaro. Il contributo individuale massimo per ciascun beneficiario e progetto dovrà essere inferiore a 600mila euro, secondo quanto stabilito dall’avviso.
Le aziende potranno scegliere tra due percorsi di investimento: la ricostituzione dell’oliveto, attraverso la sostituzione degli alberi compromessi con cultivar riconosciute resistenti o tolleranti, oppure la riconversione produttiva verso altre colture arboree consentite dalle disposizioni fitosanitarie.La misura finanzierà gli investimenti necessari al ripristino della capacità produttiva e non i mancati redditi pregressi.
Uno degli elementi qualificanti del bando è rappresentato dall’istruttoria interamente automatizzata, che sarà effettuata attraverso il Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e le banche dati agricole disponibili. L’utilizzo delle informazioni già presenti nei sistemi informativi consentirà di verificare i requisiti, attribuire i punteggi, calcolare il contributo e accelerare la valutazione delle domande, riducendo gli adempimenti e i passaggi amministrativi a carico delle imprese.
Il ricorso a costi standard e criteri oggettivi di [...]
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