Yamaha presenta gli scooter adventure Rw

La gamma inedita comprende Rw700, Rw700 Explore ed Rw350, tre modelli che puntano a superare i confini tradizionali dello scooter verso sterrati e fondi sconnessi

Portare lo spirito delle moto da esplorazione nel mondo degli scooter, senza rinunciare alla praticità nell’utilizzo quotidiano: è la filosofia alla base della nuova famiglia Rw di Yamaha, una gamma inedita che comprende Rw700, Rw700 Explore e Rw350. Rw700 ed Rw700 Explore sono spinti dal bicilindrico Cp2 di 689 cc, già conosciuto su diversi modelli della Casa giapponese (Tracer 7, Ténéré 700, Mt-07). Il motore è abbinato all’acceleratore elettronico Ycc-T e alla trasmissione automatizzata Y-Amt, che debutta per la prima volta su uno scooter Yamaha. Il sistema permette di scegliere tra funzionamento automatico e gestione manuale dei rapporti attraverso i comandi al manubrio, senza leva della frizione né pedale del cambio.

Particolare attenzione è stata riservata all’elettronica, che può contare su una piattaforma inerziale Imu a sei assi e su diversi sistemi di assistenza alla guida. Il dispositivo Yamaha Ride Control mette inoltre a disposizione modalità specifiche per l’asfalto e per i fondi sterrati, adattando risposta del motore e intervento dei controlli elettronici.

Anche la ciclistica è stata sviluppata per affrontare diversi tipi di terreno: il telaio in acciaio lavora con una forcella rovesciata da 41 mm, con 160 mm di escursione, e un monoammortizzatore posteriore da 155 mm. I cerchi a raggi da 17 e 15 pollici calzano pneumatici tubeless Pirelli Scorpion Rally Str. Non mancano display Tft da 5 pollici, navigazione Garmin StreetCross, connettività MyRide, cruise control e Smart Key.

In più, l’Rw700 Explore dispone di sospensioni ulteriormente regolabili, sella e manopole riscaldabili, cavalletto centrale e comandi retroilluminati.

Più compatto è l’Rw350, equipaggiato con un monocilindrico da 330 cc; la principale novità tecnica è il sistema Yamaha Dynamic Ride, che prevede il motore fissato rigidamente al telaio e il gruppo Cvt libero di muoversi, con l’obiettivo di ridurre le masse non sospese e migliorare il comportamento della sospensione posteriore. Completano la [...]

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