“Non interessano polemiche, ma l’impegno di tutti, a cominciare dallo Stato e dalle sue istituzioni, dalla Chiesa, dalla passione e dalla creatività di ognuno. C’è molto da fare ma il peggio è alle spalle’”, ha sottolineato il presdente della Cei durante la messa per i dieci anni dal terremoto del 2016 che fece 299 vittime

“Sono stati dieci anni duri. Il processo non è compiuto, consapevoli del molto che è stato fatto, siamo ancora sospesi: ’Amatrice non c’è più e non c’è ancora”, ma pezzo per pezzo riappare, in uno sforzo che ha delle proporzioni gigantesche”. “Quando si rimane distanti gli uni dagli altri o quando non c’è ancora la piazza del paese è difficile, ma siamo sicuri che tornerà a essere piena di persone”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi celebrando la messa ad Amatrice, nell’ambito delle cerimonie per il decennale del terremoto dell’Italia centrale, che nella notte del 24 agosto del 2016 causò 299 vittime. “Dipende anche da ognuno di noi – ha sottolineato ancora Zuppi -. Non interessano polemiche, ma l’impegno di tutti, a cominciare dallo Stato e dalle sue istituzioni, dalla Chiesa, dalla passione e dalla creatività di ognuno. ’C’è molto da fare ma il peggio è alle spalle’”.

Alle cerimonie per il decennale ha presenziato anche la premier Giorgia Meloni, giunta in elicottero ad Amatrice dopo aver partecipato in videocollegamento da palazzo Chigi alla riunione della Coalizione dei Volenterosi sull’Ucraina. La premier ha preso parte alla prima delle due cerimonie, la deposizione della corona d’alloro al Monumento alle vittime presso il parco Don Minozzi; successivamente ha partecipato alla Santa Messa officiata dal cardinale Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, presso il campo sportivo di Amatrice.

Durante la cerimonia per il decennale del sisma del 2016, da registrare anche un fuoriprogramma con protagonista la presidente del Consiglio. Davanti al memoriale delle 239 vittime del terremoto, blindato per la presenza della premier, durante l’esecuzione del ’Silenzio’, un cittadino di Amatrice che ha perso parte della famiglia nel sisma del 2016, visibilmente emozionato e polemico verso la cerimonia, ha provato ad avvicinarsi alla premier per parlarle, ma è stato fermato e confortato dal sindaco Cortellesi. Finita la cerimonia, Meloni sì è avvicinata all’uomo per scambiare due parole con lui. “Sono riuscito a parlarle e mi ha abbracciato. È stata l’emozione più bella della mia vita”, ha dichiarato in lacrime.

Articoli correlati