
Re-Cig, 4.200 installazioni per convertire mozziconi di sigaretta in oggetti in plastica
Non più rifiuti ma materia prima seconda per produrre oggetti in plastica: dai bottoni ai posacenere, continuando con altri oggetti. Perché anche per i mozziconi di sigaretta buttati per strada o sistemati nei posacenere, ci può essere un nuovo utilizzo. Questo, infatti, è il percorso che i mozziconi seguono una volta finiti negli impianti di della Re-Cig, azienda che opera a Civezzano in provincia di Trento, nata seguendo il filone dell’economia circolare.
Dal mozzicone alla plastica
«L’idea, era il 2015, è nata davanti a un posacenere pieno – dice Marco Fimognari, Founder e Ceo della Re-Cig srl – ossia trasformare i filtri in materiali che possono essere impiegati nelle lavorazioni termoplastiche». Quindi la fondazione dell’azienda e l’avvio di una collaborazione con l’università di Trento e la realizzazione del processo «poi validato e che ha dato vita a un brevetto che copre tutta la lavorazione, dall’ingresso del mozzicone sino all’ottenimento della materia prima seconda».
«La parte più complicata è stata quella di riuscire a operare nell’ambito dei rifiuti – racconta il Ceo -. La direttiva è molto stringente e dal 2019 al 2020 abbiamo effettuato tutti gli adempimenti necessari che ci hanno portato all’iscrizione nell’albo gestori ambientali. Oggi noi siamo autorizzati al trasporto e il nostro impianto è autorizzato a fare tutto il ciclo di lavorazione sino a dichiarare la cessazione di qualifica di rifiuto del materiale che diventa materia prima seconda che si può utilizzare per nuovi oggetti». E i primi risultati di questa attività già si vedono. «Produciamo plastiche che vengono utilizzate poi in diversi ambiti: dalla realizzazione dei bottoni e cerniere ai posacenere.
Una rete di 4.200 installazioni
Poi la creazione di una rete in tutta Italia in cui si procede al ritiro dei mozziconi. «Noi lavoriamo in tutte le regioni – argomenta – abbiamo 4.200 installazioni in tutta Italia e collaboriamo con 400 aziende e 80 amministrazioni pubbliche». Lo scorso anno la raccolta ha registrato 20 milioni di filtri pari a 6 tonnellate di mozziconi. «I numeri in fatto di peso sembrano bassi – aggiunge – ma dal punto di vista dell’impatto il valore è importante, sopratutto perché parliamo di un rifiuto che pesa 0,3 grammi ed è composto da un elemento di appena 2 centimetri».
Le risposte delle aziende
L’iniziativa è stata poi accolta favorevolmente da numerose aziende. «Diciamo che la risposta dei privati è arrivata velocemente, anche perché in tanti oggi hanno a che fare con la certificazione ambientale e con il bilancio di sostenibilità e un’iniziativa come questa va proprio in questa direzione».
Fonte: Il Sole 24 Ore