
Serbia, nuove proteste degli studenti. A Nis bloccati ponti
Vucic, «tutti in piazza contro il terrore degli studenti»
Intanto, il presidente serbo Aleksandar Vucic ha lanciato un nuovo appello ai suoi sostenitori a manifestare pacificamente a Belgrado il 12 aprile, per dire no a quello ha definito “il terrore di una minoranza sulla maggioranza”, e ribadire il diritto dei cittadini a vivere in pace e sicurezza, senza i problemi, le limitazioni e i maltrattamenti ai quali a suo dire vengono sottoposti quotidianamente a causa delle manifestazioni di protesta degli studenti.
“Da mesi nel nostro Paese regna il terrore. Il terrore di una minoranza sulla maggioranza. Un terrore che nessuno poteva immaginare”, ha detto Vucic in un videomessaggio sul suo profilo Instagram.
“Ci avevano detto che non erano interessati alla politica. Ci avevano detto che sono contro la violenza. E noi abbiamo loro creduto. Abbiamo accolto e soddisfatto richieste assurde e insensate, desiderando che i ragazzi potessero tornare a scuola e ai corsi universitari. Ma qualsiasi cosa fatta da parte nostra, non è mai stata sufficiente”, ha aggiunto Vucic, secondo il quale in Serbia oggi “nessuno è più sicuro, nè gli insegnanti, nè i ragazzi, nè i loro genitori, e in particolare chi non la pensa come loro. Stiamo vivendo una persecuzione politica, sperimentata solo nel 1945 e nel 2000. Stiamo vivendo qualcosa che pensavamo non si sarebbe mai più ripetuto”, ha aggiunto il presidente.
“Ma noi vogliamo solo vivere senza paure, riprenderci il Paese che ci è stato sottratto in questi cinque mesi, vogliamo che la sicurezza torni nelle strade, che i giovani tornino a studiare, i lavoratori tornino nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro, che la Serbia torni a essere un Paese di successo come lo era stata prima. Ma, lo ammetto, non posso fare tutto questo da solo. Ho bisogno dell’aiuto di ognuno di voi. Ognuno di noi ha il dovere di lottare. Pacificamente e in modo democratico. Tutti uniti a Belgrado il 12 aprile alle 19”, ha concluso Vucic il suo videomessaggio.
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Fonte: Il Sole 24 Ore