Sicurezza, oggi in Consiglio dei ministri il decreto legge che sostituisce il Ddl: ecco cosa resta e cosa no

Sicurezza, oggi in Consiglio dei ministri il decreto legge che sostituisce il Ddl: ecco cosa resta e cosa no

007, salta l’obbligo per le Pa di collaborare

Marcia indietro sulla novità più controversa in tema di intelligence. L’articolo 31 viene modificato facendo saltare l’obbligo per le amministrazioni pubbliche e le partecipate di rispondere alle richieste di collaborazione dei servizi segreti: si torna alla mera facoltà, già prevista dalla legge attualmente in vigore, e scompare ogni riferimento alle società pubbliche. Cambia anche il riferimento alla resistenza passiva per integrare il nuovo reato di rivolta in carcere, definendo meglio «il nucleo di rilevanza penale delle condotte».

Rimane la messe di nuovi reati

Restano, però, gli oltre venti tra nuovi reati e fattispecie, come l’occupazione abusiva di immobile o il blocco stradale o ferroviario. Dovrebbe rimanere anche lo stop alla cannabis light, nonostante le proteste della filiera.

Niente scudo penale, ma per gli agenti pacchetto di tutele

Chi ha lavorato al dossier è convinto che a questo punto il decreto sia inattaccabile dal punto di vista della legittimità costituzionale. Anche perché, salvo cambi di rotta, non dovrebbe entrare nel provvedimento la norma preparata dalla Giustizia sul cosiddetto “scudo penale” per gli agenti. Ma per le forze dell’ordine ci sarà il cospicuo pacchetto di norme che rafforzano tutte le tutele, anche nelle manifestazioni, e che consentono l’uso delle armi private senza licenza, le bodycam sulle divise e l’anticipazione fino a 10mila euro, da parte del Viminale, delle spese legali in ogni fase del procedimento sostenute dagli indagati o imputati per fatti inerenti al servizio svolto. Segnali di attenzione molto attesi dal comparto. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, inaugurando ieri una nuova caserma a Limbadi in un bene confiscato alla ’ndrangheta, ha parlato di «un’inversione di tendenza storica» del Governo «rispetto ai tagli del passato, con l’obiettivo di aumentare la presenza delle forze dell’ordine nelle nostre città».

Le opposizioni all’attacco, oggi presidio al Pantheon

Scontate, di contro, le reazioni delle opposizioni alla notizia della trasformazione del Ddl in decreto, che bollano come una «inaccettabile forzatura». «Una mossa gravissima», tuona il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia: «Significa che per mesi i parlamentari sono stati presi in giro dal Governo. Scenderemo in piazza». «Saranno barricate», promettono Alessandra Maiorino e Ada Lopreiato dal M5S. Delegazioni di dem, Cinque Stelle, Avs e +Europa oggi pomeriggio parteciperanno al presidio al Pantheon indetto dalla rete No Ddl, insieme alle altre organizzazioni come la Cgil, che attacca: «La decretazione d’urgenza senza reali motivazioni rappresenta un precedente inquietante».

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Fonte: Il Sole 24 Ore