
Steve Witkoff, il miliardario amico di Trump che negozia da Israele alla Russia
Ha seguito da vicino i negoziati tra Israele e Hamas di fine gennaio, ha portato a casa il risultato e un mese dopo viene inviato a Mosca per parlare con Vladimir Putin e far rilasciare il professore Marc Fogel, americano reo di avere con sé marijuana per scopi terapeutici. Poche ore dopo viene annunciata la telefonata tra Donald Trump e Putin e l’inizio dei negoziati per far cessare la guerra in Ucraina. Quella di Steve Witkoff, inviato speciale per il Medio Oriente, sembra una scelta vincente. Come molte scelte di Trump, Witkoff manca completamente di esperienza, non è un diplomatico ma un ricco uomo d’affari di New York specializzato nello sviluppo immobiliare; fondatore del Witkoff Group, proprietario di palazzi a Londra, Miami, New York, vanta un patrimonio netto di 500 milioni di dollari.
Witkoff, 67 anni, nato nel Bronx e cresciuto a Long Island si è fatto le ossa come avvocato del settore immobiliare prima di buttarsi negli affari. Ha una moglie e tre figli di cui uno morto di overdose nel 2011 a 22 anni, è un amico di Trump dagli anni 80, quando tutti e due erano investitori del settore immobiliare. Anche lui come Trump è un amante del golf: i due stavano giocando insieme a West Palm Beach quando il 15 settembre c’è stato il secondo tentativo di assassinio del presidente. L’inviato speciale ha fatto parte della campagna di Trump per la rielezione dal luglio 2024 ma era presente anche nella prima amministrazione del tycoon come componente della task force contro l’impatto economico della pandemia, in dieci anni ha donato due milioni di dollari alla causa trumpiana, ha parlato alla Convention repubblicana la scorsa estate e alla manifestazione pre-insediamento assieme a Hulk Hogan, Megyn Kelly, Elon Musk. E’ un ebreo che vive quattro mesi all’anno in Florida ma, al contrario di altri membri dello staff di Trump, non si è distinto per posizioni pro Israele forse anche per i suoi interessi negli stati del Golfo e la sua particolare predilezione per il Qatar, paese che ha lodato in pubblico (lodi ricambiate dal primo ministro qatarino). «Witkoff non è un diplomatico, non gli interessano le buone maniere e i protocolli del diplomatico», ha detto un diplomatico israeliano di alto livello ad Haaretz in condizioni di anonimato «è un uomo d’affari che vuole raggiungere un accordo rapidamente e si propone in modo insolitamente aggressivo».
Durante i negoziati per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, un giorno Witkoff ha contattato l’ufficio di Netanyahu per finalizzare l’accordo, ma gli assistenti gli hanno detto che il leader israeliano non poteva essere disturbato durante lo Shabbat, il giorno di riposo ebraico, ha riportato il quotidiano israeliano Haaretz. Witkoff ha risposto “in un inglese spiccio”, dicendo che non gli importava che giorno fosse. Netanyahu ha obbedito. «Abbiamo persone che sanno tutto del Medio Oriente, ma non sanno parlare correttamente… è un grande negoziatore», ha detto Trump del suo amico. In un’altra occasione il tycoon lo ha elogiato in modo ancora più esplicito: «Steve è un leader molto rispettato nel mondo degli affari e della filantropia e ha reso ogni progetto e comunità in cui è stato coinvolto più forti e più prosperi», ha detto, «Steve sarà una voce instancabile per la PACE e ci renderà tutti orgogliosi». Il senatore Lindsay Graham ha raccontato a Nbc la volta in cui Trump ha scelto Witkoff: era stato quest’ultimo a proporre l’idea durante un pranzo con Trump, che si è lasciato convincere. «La cosa mi ha stupito – ha detto Graham – perché non sapevo dell’interesse di Witkoff per il Medio Oriente ma Trump mi ha guardato e mi ha detto: “Sai, un milione di persone ci ha provato. Scegliamo un bravo ragazzo che è anche brillante». Witkoff a sua volta si è mostrato caloroso nei confronti del suo capo, dicendo ai giornalisti che la «statura» di Trump e le «linee rosse che ha messo là fuori» hanno contribuito a far avanzare i colloqui. Trump, ha detto, «ci dà molta autorità per parlare a suo nome, e ci esorta a parlare con enfasi. E con enfasi significa, ’Faresti meglio a farlo’».
Un funzionario che ha assistito ai negoziati per la tregua tra Israele e Hamas ha detto che Witkoff è stato «molto utile, in particolare ha risolto un paio di problemi di un accordo molto complesso» e ha «lavorato senza soluzione di continuità» con Brett McGurk, il coordinatore di Joe Biden per il Medio Oriente e il Nord Africa (alla fine pare che i due siano diventati amici anche se non sono mancate le rivendicazioni dei team dei due presidenti per chi è stato più decisivo). «Ha portato una nuova energia e una nuova dinamica al tavolo dei negoziati», ha detto un’altra persona che ha assistito ai colloqui. Un diplomatico in Medio Oriente ha raccontato a Nbc in condizioni di anonimato che Witkoff è un negoziatore duro ma durante le trattative ha parlato anche del figlio Andrew, morto di overdose a 22 anni, dicendo agli altri negoziatori che lui empatizza con chi ha perso figli da entrambe le parti (storia questa che né Witkoff né il suo ufficio hanno voluto commentare). Witkoff ha giocato d’anticipo rispetto alll’obiezione che qualcuno gli ha fatto sulla sua imparzialità visti gli interessi economici in Medio Oriente (in particolare, raccontava a novembre il New York Times, un fondo sovrano di Abu Dhabi e la Qatar Investment Authority intervenirono in modo decisivo nel 2018 per salvare un grosso progetto immobiliare di Witkoff a Manhanttan). Durante una conferenza sui Bitcoin a Abu Dhabi il miliardario ha garantito che «nel periodo in cui sarò inviato del presidente, il lavoro più importante in questa fase della mia vita, tutto verrà conferito a un blind trust».
.
Fonte: Il Sole 24 Ore