Incentivi Autoimpiego: guida pratica su requisiti richiesti, platea interessata e tipologia di sostegno economico

Per accedere agli incentivi di Autimpiego Centro Nord e Resto al Sud 2.0 sotto forma di contributi parziali o voucher a fondo perduto. le domande presentate da giovani tra 18 e 34 anni ammesse a pagamento sono 1.828 per un totale di 116 milioni di euro.

Per ottenere il sostegno nell’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali le domande presentate da giovani tra 18 e 34 anni ammesse a pagamento sono 1.828 – di cui 709 sotto forma di contributi parziali e 1.119 di voucher – per un totale di 116 milioni di euro, per realizzare investimenti pari complessivamente a 138 milioni di euro.

In tutto al 15 luglio 2026 sono 4.540 le richieste presentate e oltre 273 milioni di euro prenotati (circa il 47% della dotazione disponibile) per accedere agli incentivi del decreto Coesione finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ 2021-2027 (il fondo è ad esaurimento), mentre 5.436 domande sono in fase di compilazione, secondo le rilevazioni del ministero del Lavoro.

Gli incentivi sono parte del piano integrato per l’autoimpiego che si compone di due misure che riguardano Centro Nord e Resto al Sud 2.0. Da segnalare che il 70% delle domande ammesse riguarda Resto al Sud 2.0. Inoltre il 30% dei voucher ammessi al finanziamento ha ottenuto una maggiorazione, perché prevedono investimenti in innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale o efficienza energetica, oppure perché hanno previsto consulenze specialistiche erogate da Enti del Terzo Settore.

Il piano punta a ridurre il numero di giovani esclusi dal mercato del lavoro con agevolazioni che favoriscono la nascita e lo sviluppo di nuove realtà produttive in tutti i settori economici (ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura). Per l’attuazione del Piano integrato Autoimpiego sono in campo Invitalia (Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa) e l’Ente nazionale per il microcredito (Enm); si prevede la formazione iniziale, facoltativa, per i giovani che intendono avviare un’attività autonoma. Vengono così fornite le competenze chiave, agevolando l’accesso ai contributi. Sono previsti contributi a fondo perduto per avviare nuove realtà produttive in quasi tutti i settori economici, ad eccezione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Il tutoring di supporto tecnico per realizzare gli investimenti, in fase di avvio e rendicontazione delle spese è obbligatorio e garantito per tutti coloro che ottengono il contributo. Anche il tutoring gestionale per affrontare al meglio e risolvere le criticità tipiche delle fasi di startup di nuove attività, è obbligatorio e garantito per tutti coloro che ottengono il contributo.

In particolare l’incentivo Autoimpiego Centro-Nord promuove la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. Con una dotazione finanziaria è di 219,6 milioni di euroFinanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ 2021-2027, a titolarità del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed è gestito da Invitalia. L’incentivo è rivolto ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che sono in una condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione, nonché ai disoccupati del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) e ai cosiddetti working poor.

Possono avviare nuove iniziative di autoimpiego in tutti i settori economici, ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Sono previste le seguenti agevolazioni: voucher a fondo perduto fino a un importo di 30.000 euro (elevabile a 40.000 euro) contributo del 65% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro contributo del 60% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro.

La domanda può essere presentata online dal titolare/legale rappresentante dell’iniziativa attraverso l’area personale di Invitalia. Le domande vengono esaminate entro 90 giorni, in base all’ordine cronologico di presentazione e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

Resto al Sud 2.0 promuove la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nei territori del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. È finanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ 2021-2027, a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed è gestito da Invitalia. La dotazione finanziaria è di 356,4 milioni di euro.

Resto al Sud 2.0, è rivolto ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti, che sono in una condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione, nonché ai disoccupati del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) e ai cosiddetti working poor.

È possibile avviare nuove iniziative di autoimpiego in tutti i settori economici, ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Sono previste le seguenti agevolazioni: voucher a fondo perduto fino a un importo di 40.000 euro (elevabile a 50.000 euro) contributo del 75% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro contributo del 70% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro. La domanda può essere presentata online dal titolare/legale rappresentante dell’iniziativa economica, previo accesso nell’area personale di Invitalia. La domanda verrà esaminata, entro 90 giorni, in base all’ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

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