Accordo quadro con la Farnesina, si punta a rafforzare la presenza all’estero delle Pmi made in Italy. Tajani: si avvicina l’obiettivo dei 700 miliardi di fatturato all’estero

Si rafforza la squadra di soggetti istituzionali che operano a supporto della promozione del made in Italy. L’accordo quadro siglato ieri da Unioncamere e ministero degli Affari Esteri (alla presenza anche di Ice, Simest, Sace, Cdp e le camere di commercio all’estero) impegna i soggetti coinvolti a sviluppare, anche utilizzando le competenze e il know how delle camere di commercio italiane, l’export made in Italy.

L’accordo quadro tra Maeci e Unioncamere punta, infatti, a rafforzare la collaborazione tra il ministero e il sistema camerale per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane, favorendo l’aumento del numero delle imprese esportatrici e lo sviluppo e il consolidamento della loro presenza sui mercati esteri.

L’Intesa riconosce inoltre Unioncamere tra gli attori del Sistema Italia per la crescita dell’internazionalizzazione, rafforzandone il coinvolgimento nell’attuazione delle iniziative promosse dal Maeci a sostegno dell’export.

Coinvolgimento che implica, la fondamentale funzione di coordinamento, che sarà svolto dalla Farnesina tra le varie iniziative promozionali svolte sui mercati internazionali.

«Con l’intesa firmata oggi – ha commentato il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani – la Farnesina aumenta il proprio sostegno alle imprese che vogliono internazionalizzarsi e incrementare le esportazioni. L’obiettivo dei 700 miliardi di export diventa sempre più raggiungibile».

Secondo Tajani con l’iniziativa «si rafforza una rete che ci permette di continuare a lavorare sulla diversificazione dei mercati e che ha già portato a una forte crescita dell’export nonostante due guerre ai confini con l’Europa e una terza guerra commerciale».

Unioncamere, come ente di rappresentanza e coordinamento del sistema camerale, costituisce un punto di raccordo fondamentale con il tessuto imprenditoriale nazionale.

Il sistema camerale è composto da circa 60 camere di commercio territoriali con circa 6 milioni di imprese iscritte nei registri delle imprese a livello nazionale.

L’Intesa definisce un quadro stabile di collaborazione tra le Parti nei principali ambiti di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese. In particolare, prevede che Unioncamere metta a disposizione del Maeci la conoscenza del sistema produttivo nazionale e delle vocazioni all’export dei territori, promuova presso le imprese le opportunità di internazionalizzazione e assicuri il raccordo delle attività svolte dal sistema camerale, anche attraverso Promos Italia e la rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.

Il Maeci, dal canto suo, si impegna a mettere a disposizione del sistema camerale i propri strumenti e programmi per l’internazionalizzazione e a coinvolgere Unioncamere nelle missioni istituzionali ed economiche e nei programmi rivolti alle imprese.

«Abbiamo un obiettivo ambizioso – ha commentato il presidente di Ice-Italian trade Agency, Matteo Zoppas – che è quello di arrivare a 700 miliardi di export. Dobbiamo lavorare tutti insieme per raggiungerlo rispettando le norme che definiscono competenze e territorialità nella promozione all’estero. Quando parlo di sistema paese allargato parlo di tutti gli agenti che possono influenzare la crescita delle esportazioni e dopo i soggetti già coinvolti come Ice, Sace, Simest e Cdp e i ministeri un interlocutore rilevante sono le camere di commercio molto ben connesse con il tessuto imprenditoriale italiano. Si istituisce così una connessione che nei fatti già c’’è. Con la Camera di commercio italiana a Chicago abbiamo creato Vinitaly Usa e in poco tempo l’abbiamo fatta diventare una delle principali manifestazioni sul vino negli Stati Uniti»

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