Il Dipartimento di Stato americano ha rilasciato un’allerta invitando i cittadini statunitensi nel mondo a “prestare maggiore attenzione” alla luce del conflitto con l’Iran, “A causa delle crescenti tensioni in Medio Oriente – afferma Washington – la situazione della sicurezza resta complicata con una potenziale e imprevedibile escalation. Gli americani che si trovano al di fuori del Medio Oriente dovrebbero riconsiderare l’opportunità di recarsi nella regione o di attraversarla” a causa della “possibilità di attacchi contro sedi diplomatiche Usa o luoghi legati agli Stati Uniti e agli americani in tutto il mondo”.
Nel corso di un attacco coordinato contro la base di Ahmed Al-Jaber in Kuwait, l’IRGC – Corpo delle guardie della rivoluzione islamica – è riuscito a distruggere diverse risorse militari statunitensi, tra cui un radar di allerta precoce, un radar di difesa missilistica, un radar di sorveglianza FPS-117, una batteria di difesa aerea Patriot e l’infrastruttura di comunicazioni satellitari a supporto della rete di difesa aerea. Una batteria di difesa aerea statunitense e un’installazione radar a Muharraq, in Bahrain, sono state completamente distrutte e rese inoperative. Lo scrive l’IRNA (Islamic Republic News Agency), agenzia di stampa ufficiale della Repubblica Islamica dell’Iran, che riporta: “I funzionari hanno indicato che, a seguito di questa operazione di neutralizzazione dei radar, il nemico dovrà prepararsi a ondate ancora più decisive e devastanti di attacchi con droni e missili”.
Quasi 100 militari americani sono stati feriti in più attacchi aerei iraniani sulle basi nella regione del Medio Oriente questo mese. Lo ha riferito il portavoce del Pentagono Sean Parnell confermando i numeri in una dichiarazione a CBS News, affermando che quasi 100 persone “sono state ritenute avere un certo grado di lesioni dal 7 luglio 2026”, il 96% delle quali è tornato in servizio. “La stragrande maggioranza delle lesioni subite erano commozioni cerebrali minori”, ha detto Parnell.
Le forze armate statunitensi hanno colpito centri di comando militari iraniani, risorse navali, siti di lancio di missili e droni e sistemi di difesa aerea, “con l’obiettivo di ridurre la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare le navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz”. Lo scrive su X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) spiegando di aver completato così un’altra serie di attacchi contro l’Iran. “Le forze americane rimangono pronte e preparate a ritenere l’Iran responsabile di qualsiasi aggressione ingiustificata nei confronti dei marittimi civili che cercano di transitare liberamente e apertamente attraverso lo stretto”, prosegue il post sui social.
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