Il titolo balza a Wall Street ai massimi storici – L’accordo non costituisce una ammissione di colpevolezza

Gli investitori sembrano tornare a credere nella solidità di Johnson & Johnson dopo che la società ha accettato di pagare 5,5 miliardi di dollari per porre fine alle controversie legali relative alle accuse sulla cancerogenicità del suo talco per bambini. Johnson & Johnson a Wall Street ieri ha fatto segnare rialzi di oltre il 3% nel corso della seduta segnando il suo massimo storico a 275 dollari.

Parliamo di uno dei più ingenti accordi nella storia della responsabilità da prodotto degli Stati Uniti, che pone fine a un susseguirsi di 76mila cause affrontate dall’azienda negli ultimi 15 anni. Il contenzioso riguarda la richiesta di risarcimento intentata da donne che accusano l’azienda di essere responsabile della presenza di amianto nel talco per bambini e che questo abbia causato loro il cancro alle ovaie. Lo scorso anno gli analisti avevano previsto che i contenziosi sarebbero potuti aumentare fino a un numero di 90mila nei prossimi anni. L’azienda si è sempre dichiarata innocente rispetto alle accuse e nega la possibilità che il talco possa essere nocivo ma ne ha interrotto la commercializzazione negli Stati Uniti nel 2020 e nel resto del mondo nel 2023. In questa occasione il gruppo ha precisato che l’accordo rappresenta «una conclusione efficiente» ma che non costituisce una ammissione di colpevolezza.

Nel mese di giugno, J&J aveva annunciato di aver accantonato 11 miliardi di dollari per risolvere la questione legale: secondo gli analisti di Bloomberg infatti se le cause avessero superato quota 90mila, la società sarebbe incorsa nel pagamento di una cifra tra i 10 e i 12 miliardi di dollari. Per un singolo risarcimento in California J&J aveva pagato lo scorso ottobre 966 milioni di dollari ma solo la settimana scorsa un giudice federale aveva espresso dubbi sulla fondatezza delle accuse di oltre 69mila casi. Il primo pagamento non è previsto prima dell’inizio del 2027, il che alleggerisce l’onere finanziario nel breve termine.

La mossa si inserisce in un contesto finanziario solido per l’azienda: nei conti del 15 luglio relativi al secondo trimestre di quest’anno, J&J ha registrato un utile per azione rettificato pari a 2,90 dollari, superando le aspettative degli analisti, e ricavi per 25,31 miliardi di dollari in crescita del 6,6% su base annua. Il venire meno della pendenza legale e del danno reputazionale ad esso collegato, e i dati positivi registrati per il trimestre hanno creato il contesto perfetto perché il titolo facesse ieri aggiornare i massimi dopo un rialzo del 31% da inizio 2026 e un total return per i soci che nei 12 mesi ha raggiunto il 67 per cento.

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