
Dal 2021 il costo medio di un viaggio è aumentato dell’82%. Solo un italiano su 10 prenota la nave entro 30 giorni dalla partenza
Tramonta il last minute nelle prenotazioni delle crociere in Italia. Solo un italiano su 10 fissa un viaggio in nave entro 30 giorni dalla partenza, mentre è salito vertiginosamente (+82%) il costo medio per persona di una crociera, rispetto a cinque anni fa. I dati, estratti nel mese in corso, provengono da Ticketcrociere, la principale piattaforma italiana di vendita del settore ed evidenziano, appunto, una netta prevalenza delle prenotazioni anticipate rispetto a quelle dell’ultimo minuto. In particolare, nei primi sei mesi dell’anno, gli acquisti early booking (partenza oltre nove mesi) sono stati più del doppio rispetto ai last minute (partenza entro 30 giorni): su un totale di 3.409 prenotazioni, le prime rappresentano il 21,06% contro il 9,33% delle seconde. Più di due prenotazioni su 10, dunque, sono state programmate con larghissimo anticipo, mentre meno di una su 10 è stata effettuata all’ultimo momento.
Quanto ai prezzi, i numeri di Ticketcrociere mostrano che, nei primi sei mesi del 2026, il costo medio per persona di una crociera è stato di 1.490 euro, pari a +82% rispetto agli 819 euro del 2021; mentre la spesa media per prenotazione ha raggiunto i 3.611 euro, cioè +74%, versus i 2.076 euro del 2021 e +16,8%, in confronto ai 3.093 euro del 2025. In questo contesto l’early booking è una scelta che permette di pianificare il viaggio e distribuire meglio la spesa nel tempo.
A spiegarlo è Matteo Lorusso, direttore generale di Taoticket, la società madre a cui fanno capo i marchi Ticketcrociere, Ticketferries.com e Ticketprivatejet.com. «Per il 2026 – afferma – ci aspettavamo un lieve incremento della quota del last minute ma, anche guardando ai dati degli anni precedenti, questo canale di vendita rappresenta, ormai, una quota marginale del mercato. Da una parte, per noi è una buona notizia, perché l’early booking permette una migliore pianificazione delle strategie commerciali. Il last minute però garantisce quasi sempre che la prenotazione si finalizzi, una variabile non di poco conto, in un periodo storico in cui uno scossone internazionale può far partire raffiche di cancellazioni su centinaia di prenotazioni a medio e lungo termine».
Insomma, prosegue, «sulle navi le prenotazioni dell’ultimo minuto non esistono quasi più: sia le compagnie che i passeggeri vogliono certezze» E alla base del fenomeno, chiarisce, «non vi è soltanto l’incertezza del momento internazionale, ma una serie di fattori che hanno modificato le abitudini dei viaggiatori».
Di fatto sono tre, secondo Lorusso, i motivi alla base del crollo del last minute nelle crociere. Per quanto riguarda il primo, cioè l’aumento dei prezzi, ribadisce, «prenotare con 8-12 mesi di anticipo consente alle famiglie, non solo di pianificare meglio la spesa ma anche di dilazionare il pagamento del viaggio o di gestire con maggiore flessibilità il rimborso di un eventuale prestito richiesto attraverso strumenti buy now pay later».
Altra questione è che il modello delle crociere si sta progressivamente allineando a quello dei voli di linea, un meccanismo a cui di recente si è adeguato anche il settore dell’alta velocità ferroviaria, con i treni Frecciarossa. Le compagnie, dice Lorusso, dispongono di navi sempre più grandi, che devono raggiungere livelli di riempimento molto elevati per ottenere il punto di pareggio in ogni singola crociera: «gli algoritmi di dynamic pricing tendono a premiare chi prenota in anticipo, garantendo alle compagnie una maggiore certezza nella pianificazione delle vendite».
Infine, la terza ragione si aggancia la fatto che oggi il crocierista non si accontenta più di una cabina qualunque: le famiglie cercano camere comunicanti, suite o cabine in posizioni specifiche della nave; «chi prenota last minute deve scegliere tra le soluzioni rimaste disponibili, spesso cabine garantite o prive di vista. Questo cambiamento è influenzato, tra l’altro, dalle strategie di marketing delle compagnie, da Msc Crociere a Costa Crociere, da Ncl a Royal Caribbean: promuovendo servizi accessori sempre più personalizzati, la cabina viene trasformata da semplice alloggio a elemento distintivo dell’esperienza di viaggio».
In un periodo in cui l’incertezza geopolitica rende il futuro piuttosto imprevedibile, «si potrebbe pensare – ragiona Lorusso – che le persone rimandino la decisione all’ultimo, invece accade il contrario. L’anticipo diventa una forma di protezione, non solo economica ma anche emotiva. Chi prenota sotto data spesso non lo fa per risparmiare ma per necessità improvvise, accettando o di pagare tariffe più alte o di approfittare di offerte estemporanee che, di solito, non includono una serie di privilegi a bordo».
Peraltro, «contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, l’early booking degli italiani non è trainato da mete esotiche o da viaggi a lungo raggio ma dal Mediterraneo. Nei primi sei mesi dell’anno il 45% delle prenotazioni effettuate con largo anticipo ha riguardato crociere nel Mare nostrum, mentre i Caraibi si sono fermati al 18,21%».
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