Affitti brevi, la stretta parte anche a Roma

Il Campidoglio approva le nuove norme di attuazione del Prg e introduce le prime restrizioni alle locazioni turistiche

Anche a Roma parte la stretta sugli affitti brevi. E prende le mosse dalle nuove Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale, appena approvate dall’assemblea capitolina, su proposta dell’assessorato all’Urbanistica. Ricalcando quanto è già accaduto in altre città, a partire da Firenze e Bologna: categorie urbanistiche differenziate, cambi d’uso limitati o vietati in alcune aree e, nel futuro, altre restrizioni in arrivo con un regolamento apposito.

Il testo – va sottolineato – tocca molti temi attraverso la modifica di 67 norme, oltre la metà di quelle vigenti: accesso alla casa, periferie, rigenerazione, tutela del patrimonio storico. Ma diverse modifiche guardano proprio alla crescita incontrollata delle locazioni turistiche in città. Anche se, come ha ricordato il sindaco Roberto Gualtieri, sul tema servirebbe «una base giuridica più solida che noi continuiamo a chiedere alla Regione Lazio e al Governo». D’altronde, anche l’Anci chiede da tempo una legge nazionale.

Scorrendo l’elenco delle novità, l’intento politico del Campidoglio traspare in modo molto chiaro. Viene, infatti, introdotta una nuova destinazione residenziale speciale (A/3, abitazioni ad uso ricettivo) per gli alloggi a uso turistico. Uno strumento già utilizzato in altri territori, ad esempio a Bologna, per tenere sotto maggiore controllo il fenomeno e regolamentarlo, ad esempio impedendo ad alcuni immobili, che non hanno le caratteristiche necessarie, l’accesso a questa destinazione specifica.

In questo contesto, viene introdotto il divieto di cambio d’uso da non residenziale ad A/3 (appunto, la nuova destinazione dedicata all’uso ricettivo) in zona Unesco. L’intento è evitare che, come avvenuto in altre città italiane e straniere, il centro storico si svuoti progressivamente di tutte le sue funzioni, a beneficio dei soli affitti brevi. In aggiunta, ai cambi d’uso verso abitazioni a uso ricettivo saranno applicati diversi aggravi e limitazioni, a partire dal pagamento di un contributo straordinario di urbanizzazione.

Soprattutto, però, vengono annunciati dei futuri regolamenti attraverso i quali saranno limitati «i cambiamenti di destinazione d’uso o l’insediamento di specifiche attività», con particolare riguardo, tra le altre cose, proprio alle abitazioni a uso ricettivo. Questa è la cornice all’interno della quale anche Roma potrà collocare il suo regolamento sul tema: l’amministrazione è già al lavoro da mesi su possibili soluzioni da inserire nel provvedimento.

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