Abuso minori online, il Consiglio Ue conferma la proroga delle regole per la rimozione dei contenuti

Sarà in vigore fino al 3 aprile 2028. E consentirà alle piattaforme di stanare e segnalare materiale pedopornografico, rafforzando la protezione delle vittime

Dal Consiglio europeo arriva il via libera definitivo alla proroga del regolamento che, derogando alla direttiva E-privacy, consente a piattaforme e provider di servizi online di ripristinare l’attività di individuazione e rimozione volontaria di materiale pedopornografico. Scadute lo scorso 3 aprile, le disposizioni resteranno in vigore (per ora) fino al 3 aprile 2028, mentre proseguono i negoziati tra Parlamento e Consiglio per la definizione di un framework normativo strutturale.

Si tratta di un grosso passo avanti. Garantire ai fornitori di servizi online la possibilità di rintracciare autonomamente immagini o video a rischio può aiutare (e non poco) a identificare, indagare e punire tempestivamente i colpevoli. Ma, soprattutto, a proteggere le vittime, limitando il rischio di nuovi abusi, riducendo la diffusione online di contenuti e contrastando anche la vittimizzazione secondaria, che spesso continua a perseguitare i sopravvissuti a violenze sessuali anche dopo decenni.

«Oggi è un giorno importante per la tutela dei minori. Con questo via libera, contribuiremo attivamente a colmare il vuoto normativo creatosi con la scadenza della proroga alla deroga della direttiva ePrivacy lo scorso aprile. Il passo fatto dal Parlamento prima e dal Consiglio oggi consentirà a provider online di riprendere gli sforzi fatti nel contrasto all’abuso dei minori online», ha dichiarato Jim O’Callaghan, ministro della Giustizia, degli affari interni e dell’immigrazione irlandese. «Non ci sono dubbi: è la cosa giusta da fare e sono certo che lo stesso senso di responsabilità ci aiuterà a trovare un’intesa per fissare norme a lungo termine. Proteggere i bambini dev’essere la nostra priorità».

La misura non è altro che una deroga alle norme in materia di protezione dei dati nel settore delle comunicazioni elettroniche e, come detto, consente ai fornitori di servizi sul web di scovare casi di abuso ai danni di under 18 sulle proprie piattaforme, di segnalarli e, infine, di eliminarli. Con il semaforo verde il Consiglio Ue si allinea alle modifiche apportate al regolamento provvisorio dal Parlamento lo scorso 9 luglio e garantisce un riferimento legislativo solido in attesa di regole più consistenti.

«Con l’adozione del regolamento provvisorio, le piattaforme online dispongono ora di norme giuridiche chiare per individuare e segnalare gli abusi sessuali sui minori», ha aggiunto Magnus Brunner, commissario per gli Affari interni e la migrazione. «Un passaggio essenziale per proteggere i bambini e consegnare i trasgressori alla giustizia».

Il provvedimento è stato al centro di un iter lungo e travagliato. A marzo 2026, infatti, la proroga – in vista della vicina scadenza di aprile – era saltata a causa di una serie di disaccordi tra Consiglio e Parlamento sul testo della normativa, alimentati anche da posizioni contrastanti sul bilanciamento tra protezione dei minori e tutela della privacy, due punti da conciliare con monitoraggio del materiale e protezione degli scambi. A spegnere i disguidi un pacchetto di emendamenti, presentati e adottati dagli europarlamentari, che tra le varie cose escludono dall’ambito di applicazione delle regole le comunicazioni interpersonali che utilizzano la cifratura end-to-end (è il caso delle comunicazioni Whatsapp). Una direzione a cui si è poi allineato anche il Consiglio. Fino a oggi.

«Questa soluzione temporanea è un passo positivo per la lotta contro gli abusi sessuali sui minori che si consumano in Rete. Ma l’Ue ha bisogno di norme permanenti», ha commentato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. «Invitiamo i colegislatori a proseguire il lavoro e compiere rapidi progressi sul quadro a lungo termine».

Il regolamento provvisorio sarà, quindi, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea nei prossimi giorni ed entrerà ufficialmente in vigore tre giorni dopo la data di pubblicazione. Sarà valido, come detto, fino al 3 aprile 2028.

La proroga si inserisce in un contesto sociale tragicamente costellato di episodi di abuso sui minorenni sempre più frequenti. Negli ultimi tre anni, infatti, il numero di segnalazioni di materiale pedopornografico è aumentato di oltre 200 volte, anche a causa di un utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale. Non solo: è stato registrato anche un preoccupante incremento (di circa dodici volte) nelle segnalazioni di adescamento online.

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