
Il presidente cinese Xi Jinping “verrà in visita il 24 settembre e con lui parlerò di intelligenza artificiale”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, prlando al quartier generale dell’Epa di Washington, in un evento dedicato al lancio di nuove iniziative per il taglio dei costi per l’energia e per al servizio dell’IA.
“Gli Stati Uniti stanno guidando la sfida con la Cina e con altri Paesi sull’Ia”, ha aggiunto il tycoon.
Il numero uno di Meta, Mark Zuckerberg, ha delineato una visione ottimistica di un futuro caratterizzato da agenti intelligenti (Ia autonoma), sostenendo che l’obiettivo della sua azienda di connettere il mondo sarà ulteriormente rafforzato dai nuovi strumenti e dalle nuove tecnologie di intelligenza artificiale.
Si tratta, riporta Axios, di una posizione in netto contrasto con quella di alcuni dei principali concorrenti di Meta nell’Ia che, secondo un video promozionale postato con le dichiarazioni di Zuckerberg, alimentano la paura e tracciano una visione distopica del futuro.
“C’è chi vuole farvi credere che l’Ia ci renderà meno connessi, che ci lascerà indietro. Noi non potremmo essere più in disaccordo. Chiamateci ottimisti, chiamateci sognatori. Proprio come abbiamo sempre fatto, puntiamo sulle persone”.
Meta “ha sempre creduto nell’importanza di dare alle persone il potere di condividere, connettersi e plasmare il proprio mondo nel modo desiderato” e, mentre entriamo in questa nuova fase dell’Ia, “continuiamo a credere che il futuro appartenga a tutti. Il nostro obiettivo è fornire a ogni individuo gli strumenti per esprimere appieno il proprio potenziale e garantire che i benefici della tecnologia siano accessibili a tutti”.
Il video promozionale fa parte di una più ampia campagna, che include sia spazi a pagamento che copertura mediatica spontanea, volta a promuovere la visione di Meta sull’Ia.
“A distanza di 22 anni e con 3,5 miliardi di persone coinvolte, rilanciamo la sfida: la tecnologia cambierà, ma l’intento che la guida resterà immutato”, ha aggiunto Zuckerberg, la cui la visione riflette una maggiore fiducia nel ruolo sociale di Meta nel futuro dominato dagli agenti intelligenti rispetto a quanto avveniva nell’era dei social media.
I data center nello spazio che la SpaceX di Elon Musk e la Blue Origin di Jeff Bezoz sognano sarebbero “catastrofici” per il nostro pianeta.
E’ quanto sostengono esperti spaziali e gruppi ambientalisti in una nuova petizione affinché ne venga analizzato l’impatto.
Depositata dalle non profit Public Employees for Environmental Responsibility, Earthjustice e DarkSky International, la petizione di cui dà notizia il Guardian chiede alla Federal Communications Commission Usa (l’ente preposto ad approvare i data center in orbita) di mettere in pausa le nuove licenze sostenendo che quei piani violano la legge federale.
Le aziende dei data center, recita la petizione, “descrivono i loro piani in termini grandiosi, capaci di cambiare la civiltà. Ma questi stessi sostenitori hanno rifiutato di accettare qualsiasi indagine sugli impatti della loro tecnologia, definita epocale da loro stessi, sull’ambiente, la scienza, l’economia o altri valori”.
Alcuni scienziati temono che il derivante inquinamento possa distruggere lo strato di ozono, esporre alcune persone a livelli più alti di radiazioni ultraviolette o contribuire a destabilizzare ulteriormente il pianeta durante la crisi climatica. L’inquinamento potrebbe anche tornare sulla Terra, e milioni di satelliti creerebbero una grande fonte di inquinamento luminoso.
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