
Obiettivo migliorare efficienza energetica e sostenibilità dello scalo che con 11,8 milioni di passeggeri nel 2025 è il 3. intercontinentale d’Italia
Un finanziamento da 80 milioni di euro a favore di Milione Spa, controllante di Save, società che gestisce l’aeroporto Marco Polo di Venezia, premiato a giugno da Aci Europe (Airports Council International) come migliore scalo d’Europa nella categoria 10-25 milioni di passeggeri.
Lo ha deciso la Banca europea per gli investimenti, Bei, braccio finanziario dell’Unione europea, di proprietà dei 27 Stati membri: è una delle principali banche multilaterali di sviluppo al mondo. Nel 2025, il Gruppo Bei ha firmato 100 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a sostegno di oltre 870 progetti ad alto impatto in otto priorità strategiche che contribuiscono agli obiettivi politici dell’UE: azione per il clima e tutela dell’ambiente, digitalizzazione e innovazione tecnologica, sicurezza e difesa, coesione, agricoltura e bioeconomia, infrastrutture sociali, partenariati globali solidi e unione del risparmio e degli investimenti. Per quanto riguarda l’Italia, nel 2025 il Gruppo Bei ha firmato 105 nuovi accordi di finanziamento per complessivi 12,3 miliardi di euro.
Save, costituita nel 1987, è la holding di un Gruppo attivo principalmente nella gestione aeroportuale. Il Gruppo gestisce il Polo Aeroportuale del Nord Est, che comprende gli scali di Venezia, Treviso, Verona e Brescia, e partecipa alla gestione dell’aeroporto belga di Charleroi. Con 11,8 milioni di passeggeri nel 2025, l’aeroporto Marco Polo di Venezia è il terzo aeroporto intercontinentale d’Italia, al centro del Polo aeroportuale del Nord-Est.
L’accordo in questione mira a sostenere interventi mirati a migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale dello scalo ed è stato sottoscritto a Roma da Jean Christophe Laloux, direttore generale e responsabile delle operazioni di finanziamento e consulenza della Bei nell’UE, e da Giovanni Curtolo, chief financial officer di Milione e di Save.
Il finanziamento sostiene un programma di investimenti incentrato sull’elettrificazione delle operazioni, la digitalizzazione e il rafforzamento della resilienza operativa, all’interno del percorso della Società volto al raggiungimento delle zero emissioni nel 2030. Gli interventi includono lo sviluppo di infrastrutture a basse emissioni, l’acquisizione di veicoli elettrici, il potenziamento delle infrastrutture dedicate alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e il miglioramento dei sistemi IT, compresa la sicurezza informatica.
L’operazione contribuirà inoltre a generare ricadute positive sull’occupazione locale, con circa 1 000 posti di lavoro temporanei previsti durante la fase di realizzazione degli interventi. Il programma include anche l’installazione di circa 500 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e l’acquisto di piu’ di 20 veicoli elettrici a zero emissioni, rafforzando il percorso di decarbonizzazione delle operazioni aeroportuali.
Il progetto prevede inoltre il miglioramento della gestione dei rifiuti e del trattamento delle acque di dilavamento, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale dello scalo e ad aumentarne la capacità di risposta a eventi climatici estremi. Gli investimenti non riguardano l’espansione della capacità aeroportuale. «Gli aeroporti sono oggi chiamati ad accelerare gli investimenti per ridurre in modo concreto la propria impronta ambientale e rafforzare la resilienza delle infrastrutture» ha dichiarato Jean-Christophe Laloux.
«Il percorso da tempo intrapreso dal Gruppo Save pone al centro dell’attività dell’aeroporto di Venezia e di tutti gli aeroporti gestiti la sostenibilità nelle sue diverse accezioni e declinazioni» ha affermato Giovanni Curtolo. «L’attenzione alle tematiche ambientali, tanto più significativa in considerazione del delicato contesto lagunare in cui opera l’aeroporto di Venezia, si concretizza in una tabella di marcia che entro il 2030 porterà lo scalo a zero emissioni. Nel contempo, l’attività dell’aeroporto, motore dell’economia del territorio, determina un’occupazione di 24.000 persone in termini diretti, indiretti e indotti, generando un pil di circa 1,2 miliardi di euro».
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