
Vincere aiuta a vincere. Comincia a prenderci gusto Remco Evenepoel, il re del tempo, l’unico in questo Tour ancora in grado di dare qualche (piccolo) grattacapo a Tadej Pogacar.
Il belga ha infatti vinto la seconda tappa consecutiva (la crono Evian Le Bains-Thonon Le Bains di 26,1 km) rifilando quasi mezzo minuto alla maglia gialla che resta comunque saldamente al comando della classifica con un vantaggio di 4 minuti e 42” sullo stesso Evenepoel.
Un buon successo, il 76° in carriera, quello dello specialista belga, però ampiamente atteso considerando le qualità di Remco, olimpionico iridato e campione d’Europa in carica nella cronometro individuale. Una supremazia, nonostante la buona prova di Pogacar, mai stata in discussione. Il belga ha prevalso sia nella prima parte (dieci chilometri in lieve pendenza), sia nella seconda in discesa e sul piano. Una conferma comunque rilevante, quella di Evenepoel perché arriva dopo il successo sulle rampe del Plateau de Solaison.
In una corsa che entra nell’ultima fase, con l’arrivo a Parigi domenica 26 luglio, la rigenerata vitalità di Evenepoel, già campione del mondo nel 2022 e vincitore di due Liegi-Bastogne-Liegi, dà almeno un po’ di sapore a un Tour che, con il ritiro di Vingegaard, e il totale dominio di Pogacar, sembrava già arrivato ai titoli di coda.
Sia chiaro: il vantaggio dello sloveno, tenendo conto che prima di Parigi ci sono ancora due durissime tappe in salita (con il Galibier e la doppia ascesa dell’Alpe d’Huez), non modifica il quadro sostanziale della situazione. Finora Pogacar, in montagna, si è sempre dimostrato nettamente superiore al belga, più a suo agio nelle prove contro il tempo. Però due successi consecutivi danno un certo morale e la spinta per dimostrare che questo discusso campione può essere competitivo anche in una corsa come il Tour.
L’unica nota stonata, nel giorno in cui il belga consolida il vantaggio su Isaac Del Toro (terzo a 6’51”) e su Paul Seixas (quarto a oltre sette minuti), è il ritiro del compagno Florian Lipowitz , caduto in curva a circa 6 chilometri dalla fine. Un brutto colpo perché il tedesco avrebbe potuto dargli una mano nelle due tappe alpine, sempre ammesso che Pogacar non decida (cosa molto probabile) di dare altre due stoccate anche prima dell’arrivo all’Arco di Trionfo.
Tornando alla cronometro, va segnalato il terzo posto di Skjelmose a 1’04”; Seixas quarto a 1’16”, quinto Del Toro a 1’21”. In chiave italiana, da sottolineare la buona prestazione di Mattia Cattaneo, sesto, mentre Filippo Ganna ha chiuso all’11° posto a +2’06”. Però lo si sapeva. Con quella salita (4%) nella prima parte non era una prova per lui. Il Tour prosegue questo mercoledì 22 luglio con la17esima tappa:175 chilometri adatti alle fughe da lontano da Chambery a Voiron, prima dei tre arrivi in salita che preludono al gran finale sui Campi Elisi.
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