Rugby, un’Italia disastrosa travolta dall’Australia

All’HBF Park di Perth, i Wallabies si impongono per 57 a 10, 9 mete contro 2

Netta sconfitta per la Nazionale italiana di rugby nella terza giornata del Nations Championship 2026. L’Italia chiude con tre partire perse su tre questa prima fase del torneo che vede affrontarsi Nord e Sud del mondo ovale. All’HBF Park di Perth, l’Australia si impone per 57 a 10, 9 mete contro 2. Entrambe le squadre arrivavano da due sconfitte, l’Italia contro Giappone e Nuova Zelanda, l’Australia contro Irlanda e Francia. Chiamate al riscatto, solo i Wallabies hanno risposto all’appello. Il primo tempo è stato a senso unico con sei mete segnate dall’Australia, contro una dell’Italia. Una di quelle partite di cui si può dire che solo una squadra è scesa in campo, con gli Azzurri rimasti negli spogliatoi. A essere cattivi ci sarebbe da dire “magari lo avessero fatto”. Invece, sul prato verde di Perth c’erano e hanno fatto tutto quello che non avrebbero dovuto fare. Troppi errori e troppi falli, poca difesa e scarsa convinzione. Difficile salvare qualcosa della prestazione dell’Italia, orfani sulla panchina del ct Gonzalo Quesada, squalificato per due giornate (poi ridotta a una), dopo le dichiarazioni critiche nei confronti degli arbitri al termine del match con gli All Blacks. Non avere l’allenatore a supervisionare gli 80 minuti di gioco non può però essere un alibi. Non è sicuramente il motivo della “batosta” incassata down-under. Quella di Perth è stata la 23esima sfida tra Italia e Australia, e prima del fischio di inizio le vittorie per l’Australia erano 20 e solo 2 quelle per l’Italia, ma erano le ultime due. Ora il bilancio è stato aggiornato a 21-2. L’allenatore dei padroni di casa, Joe Schmidt, saluta la sua ultima panchina australiana con un risultato positivo, dopo 9 sconfitte negli ultimi 10 test match giocati.

Difficile dire se è stato più merito dei Wallabies o demerito degli Azzurri, sta di fatto che la partita è iniziata a razzo per l’Australia che è andata in meta al 4’ con il seconda linea Canham (5-0), senza la trasformazione di Lonergan, che poi avrà modo di riscattarsi per un 5 su 7 finale nei calci. Al 9’ arriva la seconda meta con l’estremo Wright (12-0) in quello che per buona parte della frazione apparirà come un assolo dei padroni di casa. Al 12’ la terza meta con il tallonatore Paenga-Amosa (19-0). L’Italia commette tantissimi errori e risulta anche indisciplinata. Bravi gli australiani ad approfittarne e a colpire in quasi ogni occasione possibile. Un piccolo segnale positivo arriva dalla mischia chiusa azzurra che al 17’ evidenzia la solidità della prima linea e al 20’ reazione di orgoglio con la meta del capitano Lamaro, non senza l’intervento del Tmo a convalidare l’azione che sembrava sfumata proprio al momento di schiacciare l’ovale. Il dubbio è che un placcaggio proprio all’ultimo abbia impedito al terza linea di realizzare i primi punti dei nostri. Arriva però l’inquadratura giusta che ha colto la segnatura. Si riparte sul 19 a 5. La musica, tuttavia, non cambia. L’Australia è sempre dominante. Al 25’ una meta viene annullata all’ala Jorgensen ma non passano 2 minuti che Canham realizzata la quarta meta per la sua squadra e la seconda personale (24-5). I Wallabies dominano sia nel possesso sia nel territorio e riescono con estrema facilità a penetrare nella nostra metà campo e ad affacciarsi in zona di meta. Arriva così la quinta, al 31’ con Bell (31-5). I tentativi di reazione italiani non sono efficaci, anzi anche negli errori sono favoriti i Wallabies. A tempo scaduto, c’è tempo per la sesta meta di Ikitau. Il primo tempo così si chiude sul 38 a 5.

Il secondo tempo si apre in maniera diversa rispetto a come si è chiusa la prima frazione. L’Italia sembra rientrare in campo con una maggiore convinzione e tenta subito di farsi pericolosa. Arriva infatti in avvio al 41’ la meta di Ioane che Paolo Garbisi non riesce a trasformare, ancora una volta è il palo a negargli i 2 punti aggiuntivi (38-10). Dopo circa 6 minuti di gioco partono i cambi che, comunque, non riescono a imprimere un cambio di passo. Gli Azzurri non riescono a difendere in maniera solida e gli australiani guadagnano metri con troppa facilità. Al 52’ terza meta personale di Canham (45-10). La partita è meno fluida rispetto al primo tempo, ci sono tante interruzioni, il gioco è spezzettato e c’è anche molta confusione. L’unica certezza è che l’Australia continua a essere l’unica squadra in campo a mostrarsi pericolosa. Al 64’ arriva l’ottava meta con Pollard per il 50 a 10. Al 66’ un episodio che avrà conseguenze anche per i prossimi match degli Azzurri. Riccioni prende un cartellino rosso, nonostante sia fuori per sostituzione, dopo che alcuni giocatori dal campo – intenti ad azzuffarsi – sono crollati sulla panchina azzurra. Le scuse non bastano, la reazione di fronte all’accenno di rissa sono sufficienti per l’arbitro e il nostro pilone dovrà affrontare una molto probabile squalifica. Tutto sembra partito da un placcaggio al collo su Zambonin e poi sul trascinamento oltre la linea laterale di Fischetti. Dopo aver visto e rivisto le immagini, il giudice di gara decide per il “pari e patta” su quanto accaduto in campo e l’episodio si chiude “in rosso” solo per Riccioni. Al 75’ finalmente l’Italia sembra ricordarsi i fondamentali del gioco: bene la rimessa laterale, bene la rolling maul, meno bene lo scatto finale del tallonatore di riserva Dimcheff che purtroppo perde la palla proprio quando sta per schiacciare in meta. Niente punti per gli Azzurri e anzi sono ancora i padroni di casa a smuovere il tabellone: Donaldson realizza la nona meta a tempo praticamente scaduto che trasforma per il 57-10 finale.

Australia-Italia 57-10 (primo tempo 38-5)

Per l’Australia: 9 mete (3 Canham, 1 Wright, 1 Paenga-Amosa, 1 Bell, 1 Ikitau, 1 Pollard e 1 Donaldson), 6 trasformazioni (5 Lonergan, 1 Donaldson)

Calci fermi: Lonergan 5 su 7, Donaldson 1 su 1, Meredith 0 su 1

Per l’Italia: 2 mete (1 Lamaro, 1 Ioane)

Calci fermi: Paolo Garbisi 0 su 2

Cartellino rosso: Riccioni

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