Spagna-Argentina, finalissima tra due economie in crescita

Il paese iberico è tra i più dinamici dell’Eurozona,Buenos Aires in netta risalita dopo anni di profonda crisi

Stasera, al New York New Jersey Stadium di East Rutherford, saranno il talento di Lamine Yamal e di Messi – (forse) all’ultima grande apparizione sul palcoscenico del calcio mondiale – a decidere chi alzerà la Coppa, in una partita che si annuncia molto equilibrata.

Fuori dal campo, i due paesi arrivano alla finale con economie in crescita e prospettive migliori di quelle della media degli altri paesi delle aree geografiche di riferimento. Risultati raggiunti, tuttavia, attraverso traiettorie molto diverse.

La Spagna, infatti, approda all’appuntamento iridato forte di una delle economie più dinamiche dell’Eurozona. Dopo aver registrato una crescita del Pil del 2,8% nel 2025, Bruxelles prevede un incremento del 2,4% nel 2026, sostenuto dalla domanda interna, dagli investimenti e da un mercato del lavoro in espansione. L’inflazione, pur risalita a causa dei rincari energetici, resta sotto controllo ed è stimata al 3% nel 2026. Anche il debito pubblico continua gradualmente a ridursi, scendendo sotto la soglia del 100% del Pil. I motori della crescita spagnola sono il turismo, che continua a battere record di presenze internazionali, i servizi avanzati, l’industria automobilistica, le energie rinnovabili e il settore digitale, con Madrid e Barcellona sempre più attrattive per investimenti e start-up tecnologiche.

L’Argentina, invece, si presenta alla finale in una fase di grande trasformazione. Dopo anni segnati da inflazione elevatissima e instabilità finanziaria, il Paese guidato da Javier Milei sta attraversando un processo di stabilizzazione che inizia a produrre risultati sul piano macroeconomico. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il Pil argentino crescerà del 3,5% nel 2026 dopo il rimbalzo del 2025, confermando il ritorno dell’economia a un sentiero di espansione. L’Fmi conferma peraltro una visione positiva sull’economia del paese sudamericano per i prossimi anni. Nell’ultimo rapporto sulle prospettive economiche mondiali, l’organismo ha mantenuto invariate le stime di crescita del Pil dell’Argentina, prevedendo un aumento del 4% nel 2027.

Il dato più significativo riguarda l’inflazione. Dopo aver superato il 200% nel 2023, il tasso annuo è sceso intorno al 33% a metà 2026, un miglioramento notevole, pur rimanendo su livelli molto elevati rispetto agli standard internazionali.

A trainare la ripresa argentina sono soprattutto le esportazioni agricole, il settore energetico legato al giacimento di Vaca Muerta di shale oil e shale gas situato in Patagonia, e il ritorno degli investimenti privati favorito dal riequilibrio dei conti pubblici e dalle riforme approvate dal governo Milei.

La finale tra la Roja e l’Albiceleste appare dunque come il confronto tra due modelli economici quasi agli antipodi: da una parte un sistema ormai stabilmente integrato nel mercato unico europeo; dall’altra una nazione ricchissima di risorse naturali che sta cercando di ritrovare equilibrio e credibilità internazionale. E se 90 minuti di calcio non cambieranno il destino economico dei due Paesi, offriranno però a entrambi l’occasione di mostrare al mondo la propria forza, anche fuori dal campo.

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