
Il gruppo di Singapore ha 19 resort nel mondo e ville di lusso da Bali ai Caraibi. Pronti investimenti in Italia per edifici storici da valorizzare
Le prime due acquisizioni sul territorio italiano hanno avuto come oggetto Castello del Nero, in Toscana, e Alpina Dolomites e così l’Italia è diventata nel tempo Paese strategico nell’ambito del piano di sviluppo europeo di Como Hotels and Resorts. Il gruppo asiatico dell’hôtellerie di lusso, fondato nel 1991 a Singapore da Christina Ong, punta ad ampliare il portafoglio con nuove acquisizioni nel nostro territorio, confermando un modello di crescita basato sull’investimento immobiliare diretto e sulla riqualificazione di proprietà iconiche.
«L’Italia rappresenta una priorità strategica per il nostro sviluppo in Europa – spiega al Sole 24 Ore il ceo Olivier Jolivet -. La Toscana è stata la nostra prima destinazione nell’Europa continentale, poi sono arrivate le Dolomiti. Ora vogliamo consolidare la presenza con una terza destinazione e crescere nel Paese».
La prossima operazione potrebbe concretizzarsi nel Mezzogiorno. Il gruppo è, infatti, in fase avanzata su un dossier in Puglia, anche se il ceo preferisce non rivelare la località. «Se tutto andrà secondo i piani, speriamo di poter aprire un nuovo hotel in Italia già nel corso del prossimo anno», afferma Jolivet.
L’espansione non si fermerà però alla Puglia. Il team di Como sta valutando altre aree coerenti con il posizionamento ultra-luxury, costruito intorno al benessere, all’autenticità del territorio, all’enogastronomia e al design, i focus della filosofia del gruppo. Tra le zone di interesse figurano le Langhe, in Piemonte, una delle aree oggi più ricercate dal turismo internazionale di fascia alta e ancora terreno in grado di offrire opportunità di sviluppo.
«Stiamo osservando con attenzione Alba e le Langhe – spiega il manager -. La destinazione riflette perfettamente la nostra filosofia, grazie alla combinazione di vino, gastronomia, natura e wellness. Non abbiamo ancora individuato l’asset giusto, ma continuiamo a cercare». Anche la Sicilia resta tra le priorità, una regione che ha attirato compratori internazionali e nuovi brand. «È una destinazione molto interessante e continuiamo a valutare opportunità di investimento. Oggi la Puglia è il dossier più avanzato, ma la Sicilia rimane nel nostro radar».
Per il segmento della montagna, invece, dopo l’investimento nelle Dolomiti il gruppo guarda con interesse a Cortina d’Ampezzo, che continua a beneficiare del successo dei Giochi Olimpici 2026. «La località ha un potenziale elevato, soprattutto in vista dell’attenzione internazionale che continuerà a ricevere. Il problema è la scarsità di progetti disponibili».
Più complessa, almeno per ora, una eventuale operazione nelle grandi città. «Milano e Roma sono mercati estremamente interessanti, ma per un investitore che, come noi, acquista direttamente gli immobili è molto difficile trovare il prodotto adatto».
Il gruppo di Singapore vanta oggi 19 strutture, tra cui resort a Bali, in Bhutan, a Londra e Parigi e l’isola privata a Turks and Caicos. Accanto a ville private gestite con i servizi degli hotel.
Secondo Jolivet, negli ultimi anni la competizione tra investitori internazionali è aumentata sensibilmente. «Oggi tutti vogliono investire in Italia. Su ogni operazione ci sono molti più investitori rispetto al passato e questo rende molto più difficile chiudere acquisizioni». Una competizione che ha messo sotto pressione anche i prezzi per gli asset migliori. Una dinamica sostenuta sia dalla crescita del turismo internazionale sia dalla forte attrattività del Paese per la clientela luxury.
«L’Europa occidentale continua a registrare una domanda robusta grazie alla stabilità, alla sicurezza e alla ricchezza della sua offerta. L’Italia, in particolare, è una destinazione che continua ad affascinare sia il mercato americano, sia quello asiatico». Anche il contesto geopolitico sta modificando le abitudini di viaggio. «I turisti tendono oggi a scegliere destinazioni percepite come sicure e relativamente vicine. Gli americani stanno aumentando i viaggi verso l’Europa e continuiamo a vedere una domanda molto forte per l’Italia».
Il gruppo preferisce acquistare direttamente gli immobili, investire nella loro riqualificazione e mantenerne la proprietà nel lungo periodo.
«Il nostro non è un modello asset light. Compriamo gli hotel, investiamo nelle proprietà e lavoriamo su edifici che abbiano una storia e un’identità da valorizzare. È questa la nostra filosofia». Per questo motivo il recupero di immobili storici continuerà a prevalere rispetto alle nuove costruzioni. «Ci interessa restituire vita a edifici iconici, preservandone il carattere e integrandoli con gli standard dell’ospitalità contemporanea».
Il modello sembra già produrre risultati positivi nelle strutture italiane. Dopo il completamento degli interventi di riqualificazione, il Como Alpina Dolomites registra una crescita del fatturato di circa il 40%, mentre il Castello del Nero in Toscana evidenzia un incremento intorno al 25%, spiegano dalla società.
Il gruppo ha investito negli ultimi anni decine di milioni di euro nella modernizzazione delle proprie proprietà e intende proseguire sulla stessa strada, puntando su un’offerta sempre più esclusiva in un mercato italiano che, nonostante l’aumento della concorrenza tra investitori, continua a essere considerato uno dei più promettenti al mondo per l’ospitalità di alta gamma.
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