
Per il Sud c’è solo Napoli tra le prime 30. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto le regioni di testa.
Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto. E tra le province Milano, Firenze Torino. Ecco il podio dei territori italiani con i risultati migliori per l’export nel corso del 2025. La classifica si può ricavare dall’Annuario statistico Commercio estero e attività internazionali delle imprese realizzato da Ice e Istat e pubblicato nei giorni scorsi.
È una fotografia nitida dell’Italia che ha attraversato contenendo i danni, e in alcuni casi facendo anche molto meglio del previsto, in un anno contrassegnato dalle incertezze e dai colpi dell’amministrazione Trump sui dazi e dalla frammentazione delle catene produttive che resta come ferita aperta dalle crisi internazionali.
Nel 2025, secondo i dati Istat, l’export nazionale di merci è aumentato in valore del 3,3%, soprattutto grazie alla spinta del Centro e all’effetto farmaceutica. Il tasso di crescita è rimasto sostanzialmente invariato anche nei primi quattro mesi del 2026.
Nella top ten delle province, alle spalle delle prime tre figurano Torino, Vicenza, Bergamo, Bologna, Brescia, Arezzo e Modena. Tra le prime dieci in graduatoria, la crescita delle esportazioni più robusta rispetto al 2024 la mettono a segno Firenze (41,3%), raggiungendo un valore di 34,2 miliardi di euro, e Arezzo (+19,3% a quota 18,5 miliardi). Milano, pur con un calo del 2,8%, che abbassa l’export a 56,1 miliardi, resta in prima posizione. Cala di qualche decimale Vicenza, per il resto nella top ten ci sono solo segni più.
Allargando lo sguardo alle prime 30 province per valore dell’export, solo sette hanno registrato una diminuzione rispetto al 2024. Ma è anche vero che in questo gruppo allargato, il Mezzogiorno continua a giocare un ruolo da comprimario. Il Sud è infatti rappresentato solo dalla provincia di Napoli, in quattordicesima posizione con 14,5 miliardi di euro (+3,7%). Per ritrovare altre province meridionali dobbiamo scendere al 35esimo posto, dove compare Siracusa (ma il dato è in gran parte influenzato dall’attività del polo petrolchimico) e al 44esimo posto dove, con 5 miliardi di euro di vendite all’estero, troviamo Bari.
La Lombardia si conferma di gran lunga la Regione di testa, con 167 miliardi di euro per un aumento dell’1,8% rispetto al 2024. Alle sue spalle, l’Emilia-Romagna con 84,2 miliardi (+1,3%), il Veneto con poco meno di 80 miliardi (-0,2%), la Toscana con 76,3 miliardi (+21,3%), il Piemonte con 61,8 miliardi (+2,7%). Al sesto posto c’è il Lazio: 35,6 miliardi con un aumento 2025 del 9,6%, dettato in gran parte dalla farmaceutica.
La Campania è la prima regione meridionale con 22,7 miliardi (+3,6%). Crescono anche la Puglia (+2,6% a 9,9 miliardi) e la Calabria (+10.8% per 1 miliardo di euro). Calano notevolmente la Basilicata (-17,8% a 1,3 miliardi, e qui pesa l’effetto dello stabilimento Stellantis di Melfi) e poi, per effetto dell’andamento dei prodotti petroliferi, la Sicilia (-10,8%) e la Sardegna (-11,4%).
Sono proprio le isole a penalizzare il risultato complessivo del Mezzogiorno, che nel suo insieme è l’unica macroarea del Paese con il segno meno nel 2025 (-1,2%). Ad ogni modo la crescita delle esportazioni italiane nel 2025 si è concentrata soprattutto nel Centro, dove si è registrata una dinamica positiva del 13,2 per cento, mentre le altre ripartizioni hanno mostrato variazioni inferiori alla media, con gli aumenti moderati del Nord-Ovest (2,3%) e del Nord-Est (2%).
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