
Seminario sulle procedure di approvvigionamento di beni e servizi alla Farnesina. Tajani: «Italia modello esemplare su Gaza»
Ventitré miliardi di dollari. È l’ammontare dell’approvvigionamento delle Nazioni Unite nel 2025, con le commesse maggiori che hanno interessato i settori salute, logistica e ingegneria, seguiti dai servizi gestionali per le operazioni umanitarie. Il settore agroalimentare si attesta attorno a 1,6 miliardi. In questo contesto, l’Italia è il 19esimo fornitore dell’Onu per valore dei beni, con un totale di commesse dal sistema delle Nazioni Unite pari a circa 345 milioni di dollari nel 2025 e circa 8000 fornitori registrati nel portale dedicato dell’Onu. I settori principali riguardano i servizi (gestionali e trasporti) seguiti da beni in campo medico-sanitario. Le principali agenzie destinatarie sono FAO (89 milioni), PAM (55 milioni) e IFAD (35 milioni), seguite da UNDP (26 milioni) e UNICEF (15 milioni).
Questi dati sono stati presentati in occasione dell’incontro che si è svolto martedì 14 luglio alla Farnesina dal titolo “Polo romano delle Nazioni Unite – Seminario sulle procedure di approvvigionamento di beni e servizi». L’incontro ha fornito l’occasione per approfondire le modalità di colllaborazione delle aziende italiane alle attività della Fao, del Pam e dell’Ifad.
«L’impegno umanitario e diplomatico dell’Italia nelle grandi emergenze internazionali, da Gaza al Sudan, si rafforza attraverso una cooperazione sempre più stretta tra istituzioni, agenzie Onu e imprese», ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto all’incontro. «Abbiamo dato un segnale importante di un’Italia che non si gira dall’altra parte, di un’Italia che segue anche le popolazioni che soffrono di più, anche le guerre dimenticate», ha aggiunto il responsabile della Farnesina. Il vicepremier ha rivendicato con forza i risultati delle iniziative umanitarie italiane, sottolineando come «su Gaza veramente siamo stati un modello esemplare», definendolo «il progetto che ha ricevuto il maggior numero di consensi anche a livello internazionale» grazie alla capacità «di parlare sia con gli israeliani, sia con i palestinesi». Un modello che oggi si estende all’Africa subsahariana con il programma “Italy for Sudan”, voluto dal governo «per dare sollievo a popolazioni che sono vittime di una guerra dimenticata». Tajani ha ricordato che «in Sudan siamo stati, credo, il paese che più di ogni altro si è mosso per dare sollievo a popolazioni che sono vittime di una guerra dimenticata. Ne abbiamo parlato, siamo stati protagonisti anche di tante altre iniziative per questo paese che merita di essere assistito, soprattutto meritano le donne e i bambini che sono vittime di questa guerra che continua a fare tanti profughi, che rischia anche di provocare fenomeni migratori non solo verso l’Europa ma anche all’interno del continente africano, oltre a migliaia e migliaia di morti. Quindi il nostro compito è quello di lavorare per la pace, di costruire la pace e di aiutare chi è vittima della guerra. Lo abboamo fatto e lo continueremo a fare attraverso la nostra cooperazione internazionale», ha concluso.
Tornando ai numeri della cooperazione nell’ambito delle Nazioni Unite ed entrando nello specifico, il valore totale dell’approvvigionamento della Fao ammonta a 614 milioni di dollari nel 2025, con spese principalmente nei settori del trasporto e dell’acquisto degli input agricoli. L’Italia risulta tra i principali fornitori dell’organizzazione, con un totale di commesse pari a circa 89 milioni (seguita da Afghanistan e Sud Sudan). Quanto al Pam, il valore totale dell’approvvigionamento ammonta a 3 miliardi di dollari, la gran parte per spese di logistica (1,2 miliardi) seguita da prodotti alimentari.
Di seguito alcune indicazioni che potrebbero essere utili alle aziende interessate a collaborare con Fao, Pam e Ifad:
Il modello di approvvigionamento del PAM si fonda sul principio del value for money, ovvero sulla capacità di ottenere il miglior equilibrio possibile tra costo, qualità, tempistiche e affidabilità. In un contesto umanitario, infatti, il prezzo non rappresenta l’unico elemento determinante nella scelta di un fornitore: è altrettanto importante garantire che beni e servizi siano disponibili nel momento giusto, rispettino gli standard richiesti e possano essere forniti anche in ambienti caratterizzati da difficoltà operative o condizioni di sicurezza critiche. Un ulteriore elemento centrale, viene chiarito, è la trasparenza e dalla correttezza dei processi di selezione: il PAM applica procedure volte a garantire competizione equa tra i fornitori, tracciabilità delle decisioni e gestione responsabile delle risorse. Un aspetto caratterizzante dell’approccio del Programma alimentare mondiale è la combinazione tra approvvigionamento internazionale, regionale e locale. Quando possibile, l’organizzazione privilegia l’acquisto di beni e servizi vicino alle aree di intervento, così da ridurre i tempi di approvvigionamento, contenere i costi e contribuire allo sviluppo delle economie locali. Nei contesti di emergenza più complessi, invece, il ricorso a fornitori internazionali consente di garantire continuità e disponibilità di risorse anche quando i mercati locali non sono in grado di rispondere ai fabbisogni.
L’approvvigionamento riveste un ruolo determinante nell’esecuzione dei trasporti umanitari, poiché la capacità di movimentare beni essenziali dipende direttamente dalla disponibilità di una rete affidabile di fornitori logistici e servizi di trasporto. Un’operazione di trasporto umanitario richiede una pianificazione integrata che comprende la disponibilità dei beni, la scelta delle modalità di trasporto più appropriate, la selezione degli operatori logistici, la gestione della documentazione, il coordinamento delle autorizzazioni e la capacità di operare in aree caratterizzate da infrastrutture limitate o condizioni di sicurezza instabili. In questo contesto, approvvigionamento e logistica sono interconnessi: attraverso l’approvvigionamento, il PAM acquisisce le capacità operative necessarie per rendere possibile il trasporto degli aiuti, selezionando partner logistici in grado di garantire affidabilità, flessibilità e continuità operativa. Nell’ambito delle operazioni umanitarie, il PAM utilizza procedure di approvvigionamento anche per acquisire servizi di trasporto terrestre, marittimo e aereo, oltre a servizi complementari quali movimentazione delle merci, gestione dei magazzini, manutenzione dei mezzi e supporto logistico. La selezione dei fornitori di trasporto non si basa esclusivamente sul costo del servizio, ma considera una serie di fattori chiave per il successo dell’operazione, tra cui la capacità tecnica e organizzativa dell’operatore, l’esperienza maturata in contesti umanitari, la disponibilità di mezzi adeguati, la copertura geografica, il rispetto degli standard di sicurezza e la capacità di adattarsi rapidamente a situazioni impreviste. Questo approccio consente al PAM di costruire una rete di partner logistici affidabili, in grado di operare anche in scenari caratterizzati da elevata complessità, come aree colpite da conflitti o emergenze improvvise.
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