Il 4 luglio scattano i saldi estivi, le regole da sapere per fare acquisti sicuri

Regione per regione le date delle vendite promozionali

Sabato quattro luglio. Quest’anno coincide con l’Indipendence day, l’avvio in tutta Italia dei saldi estivi che termineranno quasi sempre dopo 60 giorni ma in alcuni casi si arriverà a settembre. Ci sono poi i casi particolari come quelli dell’Alto Adige, dove le date sono scelte in funzione del distretto commerciale o delle località, e della provincia di Trento dove i commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi.

Regole nettamente diverse invece per le vendite promozioni: alcune regioni le consentono nel corso dell’anno come nel caso di Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Umbria. Altre regioni invece le vietano prima del periodo dei saldi: questa è una regola adottata dalla Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto. Sullo scacchiere della convenienza non mancano delle regioni che vietano le vendite promozionali dopo l’avvio o al termine dei saldi ma non manca chi stoppa le promo anche dopo la data di inizio dei saldi come avviene in Molise.

I saldi rappresentano per i commercianti l’occasione per smaltire i capi, la mercanzia invenduta nella stagione estiva per procacciarsi la liquidità necessaria per pagare la collezione autunno inverno. Resta il fatto che molto spesso si assiste a una serie continua di promozioni, sale flash, sconti di mezza stagione, sconti su invito che la canonica formula dei saldi sembra obsoleta.

Le regole chiave per commercianti e clienti

In vista del periodo estivo dedicato ai saldi, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano una serie di indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza:

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento a prescindere dall’esistenza di un vizio.

Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante;

Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless;

Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo;

Indicazione del prezzo: obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto che, in base al D.lgs 26/2023, va indicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale. In particolare, si evidenzia che nelle regioni in cui è possibile effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria) o fino a 15 giorni prima della data inizio saldi (Calabria , Puglia e Valle d’Aosta) il prezzo da considerare e su cui applicare lo sconto durante i saldi dovrà essere quello relativo all’eventuale campagna promozionale effettuata prima dei saldi.

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