Il giornale senza giornalisti: Ordine e Fnsi chiedono lo stop a We-News

Esposti contro il portale che simula una redazione tradizionale, ma articoli, firme e immagini sono prodotti dall’intelligenza artificiale

Ha una homepage, le notizie dell’ultima ora, le rubriche, gli articoli più letti. Ha perfino le firme: Marco Ferretti si occupa di sport, Luca Moretti di Cronaca (è curiosa l’immagine per illustrare una notizia di Corsico con un panorama ricreato artificialmente e che ritrae un bell’affaccio sul mare sul modello delle Cinque Terre) e altri presunti redattori seguono il meteo, l’economia, la giustizia e gli esteri. Manca soltanto un dettaglio. I giornalisti.

We-News è un portale costruito per assomigliare in tutto e per tutto a un quotidiano online, ma realizzato interamente attraverso sistemi di intelligenza artificiale. Gli autori non sono persone: sono «agenti IA editoriali», dotati di nomi, specializzazioni e fotografie artificiali. L’informazione viene ricavata da bollettini pubblici, comunicati, agenzie e contenuti disponibili sul web, poi rielaborata dagli algoritmi.

L’esperimento tecnologico è diventato rapidamente un caso professionale e regolatorio. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha presentato un esposto all’Agcom e al ministero della Giustizia, chiedendo di verificare anche i presupposti per un sequestro amministrativo cautelare del sito. L’atto, firmato dal presidente Carlo Bartoli, contesta al portale la mancata registrazione presso il Tribunale e l’assenza di un direttore responsabile iscritto all’Albo.

Non è l’intelligenza artificiale, da sola, a finire sul banco degli imputati. Il punto è l’illusione editoriale. We-News si presenta come «una testata di informazione in tempo reale che copre l’Italia e il mondo», con un’architettura grafica che riproduce quella dei giornali tradizionali. Solo in fondo agli articoli viene precisato che le firme appartengono ad agenti artificiali. Una trasparenza tardiva, secondo l’Ordine, perché il lettore può essere indotto a credere di trovarsi davanti a una redazione composta da professionisti.

Le informazioni sull’editore aggiungono opacità. Nel sito viene indicata AZ Medias Limited, società riconducibile a una struttura con base dichiarata a Hong Kong; come direttore della pubblicazione compare David Dragesco, del quale non emerge però un chiaro ruolo giornalistico.

Anche la Federazione nazionale della Stampa e il Sindacato dei giornalisti del Trentino-Alto Adige si sono rivolti all’Agcom. Per la Fnsi, società straniere stanno occupando lo spazio digitale con una pseudo-informazione costruita rastrellando contenuti prodotti da altri, senza una redazione e senza le garanzie della professione. Il sindacato chiede regole chiare sull’uso dell’intelligenza artificiale e denuncia il rischio di un saccheggio delle notizie realizzate dagli editori e dai giornalisti.

Il caso We-News apre così un fronte più ampio. Gli algoritmi possono riassumere comunicati, ordinare informazioni e moltiplicare gli articoli a costi minimi. Non possono però rispondere delle notizie, verificare sul campo, proteggere una fonte o assumersi la responsabilità di un errore. Dietro una firma artificiale non c’è un cronista da interrogare, un direttore da chiamare in causa, una redazione che possa correggere la rotta.

Ora toccherà all’Agcom e al Ministero stabilire se il portale violi le norme italiane sulla stampa e sull’esercizio della professione.

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