
Rientrato lo stato di emergenza in Spagna. Ancora 126 roghi in Francia. George e Amal Clooney tra gli sfollati di Brignoles. Fiamme nel Regno Unito
L’emergenza incendi si sposta in Europa dalla parte occidentale a quella orientale del Continente. Mentre in Francia e in Spagna si contano i danni dei catastrofici roghi nei dintorni di Bordeaux e di Madrid, e restano emergenze sparse, compreso nel Portogallo, ora gli occhi sono puntati sulla Grecia.
Più di 7.000 persone sono state evacuate sull’isola greca di Creta a causa degli incendi, secondo quanto riportato dal vice governatore della regione di Rethymno, Maria Lioni. “Abbiamo evacuato Agia Galini, una città molto grande con circa settemila-ottomila abitanti”, ha dichiarato Lioni in un’intervista all’emittente Ert. Lioni ha aggiunto che anche diversi villaggi sono stati evacuati. Inoltre, nelle zone di Agios Pavlos, Ligres e Triopetra, tradizionalmente mete turistiche molto frequentate, le autorità hanno dovuto evacuare le persone via mare, perché l’accesso stradale era impraticabile per gli autobus. Secondo il vice governatore, Creta ha vissuto “un giorno e una notte da incubo”. L’incendio ha causato danni ingenti che non possono ancora essere completamente valutati, perché le fiamme sono ancora in corso. Ieri sull’isola sono morti due vigili del fuoco impegnati a domare gli incendi.
In Francia si è superato il picco di emergenza, ma l’allarme non è rientrato. “Ieri abbiamo registrato 26 incendi, divampati molto rapidamente e con grande intensità”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez, come riporta l’emittente Bfmtv. “La situazione rimane complicata”, ha aggiunto il capo della polizia, annunciando che “l’area bruciata ammonta a 117.000 ettari” in tutto la Francia.
È stato domato nella notte tra mercoledì e giovedì l’incendio che aveva colpito il territorio di Brignoles, nel dipartimento del Var, nel sud della Francia. Ci sono anche George e Amal Clooney tra gli oltre 220.000 evacuati a causa degli incendi in Francia. La coppia di 64 e 48 anni, insieme ai gemellini di 9 anni, Alexander e Ella, hanno dovuto lasciare la loro residenza di Brignoles, nel dipartimento di Provence-Alpes-Côte d’Azur, una delle regioni colpite dalle fiamme.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato la fine dello stato di emergenza nazionale dovuto agli incendi che hanno colpito la provincia di Avila e la regione di Madrid, visto il miglioramento della situazione. Il leader socialista, parlando dal Posto di Comando Avanzato di Navaluenga, nella provincia di Avila, ha affermato che la risposta ai roghi, guidata dallo Stato centrale e in particolare dall’Unità militare di emergenza è stata di “successo”, e ha comportato “più di 150 ore di lavoro instancabile da parte di tutte le unità operative che hanno lottato in prima linea contro l’incendio”. Sanchez ha avvertito che l’emergenza, che è scesa al livello due, e che quindi verrà gestita ora dalle autorità regionali della Castiglia e Leon, comunque continua e che le autorità manterranno la massima attenzione.
Negli ultimi 45 anni sono più che raddoppiati i giorni estivi con condizioni favorevoli agli incendi boschivi in vaste aree della penisola iberica, della Francia, dell’Italia e della Grecia. Nonostante i progressi compiuti nella gestione di queste emergenze abbiano contribuito a ridurre il numero degli incendi, quelli che si sviluppano sono sempre più intensi e duraturi, al punto da superare sempre più spesso la capacità di spegnimento disponibile. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports da un gruppo internazionale di ricerca guidato dall’Università di Groningen, nei Paesi Bassi.
Il team ha analizzato le statistiche nazionali sugli incendi boschivi di Portogallo, Spagna, Francia, Italia e Grecia, insieme a dati meteorologici e climatici raccolti tra il 1981 e il 2025. Si è così scoperto che in alcune zone della Francia e della Spagna l’intensità delle condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi (caldo, siccità e vento) è aumentata fino al 50% tra il 2016 e il 2025, rispetto al periodo 1981-2010. Anche il numero di giorni con condizioni altamente favorevoli agli incendi è aumentato, passando da meno di 10 giorni per estate nel periodo 1981-2010 a circa 25 giorni nell’ultimo decennio in alcune zone di ciascun Paese studiato. Tuttavia, il numero annuale di incendi nell’ultimo decennio è stato inferiore di circa il 40% rispetto alla media del periodo 1981-2010 in ciascun Paese. I ricercatori suggeriscono che ciò potrebbe essere dovuto a miglioramenti nella gestione degli incendi boschivi, come una migliore formazione per i vigili del fuoco e campagne di sensibilizzazione pubblica. La frequenza delle condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi riflette un aumento dei giorni caldi e secchi ed è collegata a modelli climatici su larga scala, tra cui El Nino. Differenze di pressione atmosferica più lievi sull’Atlantico settentrionale hanno coinciso con un aumento delle condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi in alcune zone di Grecia, Italia, Corsica e Spagna. Anomalie della temperatura superficiale del mare nel Pacifico tropicale, associate a El Nino, hanno preceduto condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi in alcune zone della penisola iberica nord-occidentale, in Sicilia e nella Grecia meridionale.
I vigili del fuoco della contea di Suffolk, nel Regno Unito, hanno diffuso le immagini che mostrano vegetazione e alberi bruciati dopo il vasto incendio che ha colpito Dunwich Heath, zona costiera nel Sud-Est del Regno Unito. Circa 90 quelli impegnati a combattere il rogo, che è stato dichiarato “incidente grave”, “a causa delle dimensioni e della complessità” dell’incendio, vasto come circa 140 campi da calcio.
Diverse abitazioni e circa 200 roulotte sono state evacuate, il servizio antincendio e di soccorso del Suffolk ha dichiarato che finora non sono stati segnalati feriti. Al momento le fiamme non stanno riguardando Sizewell B, la centrale nucleare a circa quattro miglia (6,4 km) dalla brughiera, ma le autorità stanno monitorando la situazione.
“Le nostre squadre hanno combattuto contro l’incendio tutta la notte, assicurandosi di proteggere persone e beni. Ci sforziamo anche di limitare al massimo, per quanto possibile, l’impatto sull’ambiente. Le squadre continueranno a combattere il rogo nella regione probabilmente per altre 24-48 ore data la portata e la complessità dell’evento che stiamo affrontando e siamo ancora in una situazione grave” ha detto sui social Christopher May, comandante delle operazioni del Servizio di antincendio e soccorso del Suffolk.
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