La robotica avanza, spesa annua a 3,5 miliardi

«Se per lungo tempo – afferma Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovative Robotics – parlare di robotica ha significato parlare di fabbriche, oggi la spinta all’automazione delle attività ripetitive e fisicamente gravose si sta estendendo oltre i confini della manifattura I sistemi robotici innovativi sono sempre più capaci di operare nel mondo reale: in magazzini non strutturati, in ambienti in cui la presenza umana è rischiosa, negli spazi pubblici, negli ospedali e nelle case. Essi non rappresentano solo una leva di competitività, ma una risposta concreta alla scarsità di lavoratori che in taluni comparti le imprese stanno già iniziando ad avvertire».

«La Physical AI – spiega Paolo Rocco, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovative Robotics – sta dotando i robot di capacità di percezione, ragionamento e pianificazione che fino a pochi anni fa sembravano appannaggio esclusivo dell’intelletto umano . Da esecutori vincolati a sequenze predefinite, i robot diventano capaci di costruire una rappresentazione del mondo, anticipare gli ostacoli e selezionare autonomamente l’azione più appropriata al contesto. Possono operare in ambienti non strutturati, in collaborazione con gli operatori umani e in scenari variabili, estendendo il perimetro d’uso ben oltre i confini della manifattura tradizionale. Non si tratta di robot più veloci o più precisi, ma di sistemi che imparano, si adattano e collaborano, abilitando casi d’uso inaccessibili alle generazioni precedenti. E lo sviluppo costante è destinato a produrre sistemi con capacità di percezione, ragionamento e adattamento sempre superiori».

«La robotica innovativa sta estendendo il proprio perimetro verso i luoghi di cura, gli spazi pubblici e i servizi alla persona – dichiara Elena De Momi, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovative Robotics -. Perché questa transizione si traduca in un vantaggio competitivo per il sistema produttivo italiano, però, è necessario affrontare alcune sfide strutturali: l’inadeguatezza del quadro normativo, la limitata maturità dei framework di valutazione degli investimenti e il deficit di competenze specialistiche. La tecnologia si sta sviluppando a ritmo sostenuto, la capacità delle imprese e delle istituzioni italiane di adeguarsi a questa velocità determinerà il posizionamento competitivo del Paese in uno dei mercati a maggiore potenziale dei prossimi decenni».

Rotta tracciata, quella verso la robotica, ma ancora irta di ostacoli, come segnalano le aziende che restano per ora ai margini di questa tecnologia.

Per quanti oggi non adottano soluzioni robotiche e non prevedono di farlo nei prossimi tre anni, la ragione principale è un contesto, normativo e di mercato, percepito come non pronto dal 51% del campione.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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