
Aefi presenta il primo partenariato del settore tra Italia e Africa, ideato da Ieg. Indagine Prometeia: salgono dal 15% al 63% le società che puntano sulla digitalizzazione
Le fiere italiane accelerano su digitale, innovazione e rafforzamento della presenza all’estero, guardando anche ai mercati emergenti, come l’Africa.
Dopo gli anni difficili della pandemia, il settore fieristico italiano ha registrato un recupero costante di visitatori, espositori, ricavi e marginalità, arrivando a risultati record nel 2025 per tutti i principali gruppi. Un vento favorevole che non sembra essere stato fermato nemmeno dalla crisi in Medio Oriente: secondo una ricerca di Aefi (l’associazione nazionale delle fiere) tra i suoi associati, la quasi totalità ha registrato un’ulteriore crescita oppure un consolidamento nel primo semestre del 2026 e anche per la seconda parte dell’anno dovrebbe confermare questo andamento.
Da qui la crescente propensione agli investimenti rilevata da un’indagine Aefi-Prometeia su un campione rappresentativo di 35 quartieri fieristici e organizzatori associati. Quasi due terzi degli operatori hanno destinato risorse ad almeno due aree di intervento nell’ultimo anno, mentre circa un terzo ha concentrato gli investimenti su un’unica priorità. Gli asset principali sono la digitalizzazione, indicata dal 63% del campione, in forte crescita rispetto al 15% dell’anno precedente; lo sviluppo di nuovi prodotti fieristici (49%); e gli investimenti destinati a rafforzare l’internazionalizzazione delle manifestazioni, le attività di promozione all’estero e di incoming, entrambe indicate dal 46% degli operatori. Il 43% ha inoltre investito in interventi di sostenibilità ambientale, mentre il 20% ha realizzato interventi per migliorare l’accessibilità degli eventi.
Un quadro che, osserva il presidente di Aefi Maurizio Danese, conferma la dinamicità di un settore in forte evoluzione, che sta sperimentando strumenti tecnologici, format e contenuti innovativi per rispondere al meglio alle esigenze delle imprese in un contesto di grande incertezza globale e di sfide sul fronte della transizione ecologica e digitale. «È una trasformazione necessaria per rafforzare la competitività delle manifestazioni italiane e accompagnare le imprese nei percorsi di crescita all’estero». L’Africa in particolare, aggiunge Danese, rappresenta «una delle aree a maggiore potenziale per lo sviluppo del sistema».
Da qui l’ideazione del programma «Aefi for Africa, nato nell’ambito della Commissione internazionalizzazione dell’associazione, presieduta da Pietro Piccinetti. Un progetto aperto a tutti gli operatori del sistema fieristico, che si inserisce nell’ambito degli obiettivi del Piano Mattei, in raccordo con il ministero degli Affari esteri e in collaborazione con il ministero delle Imprese e del made in Italy.
La prima iniziativa concreta è stata presentata da Italian Exhibition Group e prevede la creazione di una piattaforma stabile nel continente africano, attraverso partnership istituzionali e operative con stackeholders locali. In seguito ad approfondite attività di scouting, Ieg ha individuato nel Kenya uno dei Paesi più promettenti per avviare questo primo partenariato fieristico strutturato tra Italia e Africa, con nairobi come possibile sede del progetto.
«L’iniziativa nasce da una constatazione: il nostro settore è in ritardo sull’internazionalizzazione e, nonostante la presenza di alcuni player con manifestazioni anche di successo, su alcuni mercati abbiamo ormai perso la partita rispetto ad altri competitor», spiega il ceo di Ieg, Corrado Peraboni. «Perciò abbiamo guardato all’esperienza dei colleghi tedeschi che, verso la fine degli anni ’90, con il supporto del governo, hanno avviato una presenza stabile in Cina, dove ancora oggi detengono un ruolo dominante», aggiunge Peraboni. Quell’iniziativa era partita dalla volontà del governo, di cui le fiere sono state il braccio operativo, perché «un progetto di questa portata non può nascere su istanza di operatori privati, ma deve essere un’iniziativa di sistema Paese», osserva il ceo. Non a caso, il progetto sarà presentato proprio oggi al Maeci, durante un incontro con i protagonisti del mondo fieristico dedicato al tema dell’internazionalizzazione.
Nel concreto, Ieg propone di realizzare questa piattaforma attraverso la creazione, la ristrutturazione, la riqualificazione o l’affidamento di un quartiere già esistente: «L’idea è insomma di gestire, come sistema fieristico italiano, un quartiere fieristico in Africa, con l’obiettivo di creare un ponte per lo sviluppo delle imprese italiane in quest’area e, al tempo stesso, sposando lo spirito del Piano Mattei, anche per creare sviluppo e innovazione in loco», conclude Peraboni. Una volta realizzata, la piattaforma sarà messa a disposizione di tutti gli operatori e organizzatori fieristici italiani interessanti a sviluppare attività in Africa.
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