In attesa dell’ufficialità arrivano i commenti del mondo politico. Il presidente del Senato: «Dopo il ballon d’essai mediatico di Guardiola non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino, il topolino Pirlo». Il ministro Abodi: «Mi auguro porti i risultati sperati»
L’ufficialità della Figc ancora non c’è. Ma la scelta di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico della Nazionale, dopo il “corteggiamento” di Pep Guardiola non andato a buon fine da parte di Paolo Maldini e Leonardo, già crea distinguo e puntualizzazioni nel mondo politico.
«Stimo Malagò, Leonardo e Maldini, in quest’ordine, e quindi non ho fatto dichiarazioni immediate su Pirlo ct azzurro anche per rispetto a loro, ed ora parlo solo perché mi avete chiamato: che Dio ce la mandi buona». Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, spiega all’Ansa: «Certo, sono un tifoso dell’Italia e Pirlo è stato un grande campione: ma come allenatore è un salto nel buio. Dopo il ballon d’essai mediatico di Guardiola non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino, il topolino Pirlo. Pensavo che la scelta fosse Conte o Mancini».
«Mi auguro Pirlo possa portare i risultati sperati, sapendo che si tratta di un percorso. Lui, poi, ha un suo percorso da allenatore e mi auguro possa incrementarlo ulteriormente» ha commentato il ministro per lo Sport e per i giovani, Andrea Abodi, a Sky Tg24. «Il campo dirà se questa sarà stata una scommessa o una scelta lungimirante – ha aggiunto -. Io resto il primo supporter del ct e della nazionale che per me è la squadra del cuore». Poi sul no di Pep Guardiola alla nazionale: «Non so se ci abbia pensato veramente. Lui e Pirlo mi sembrano alternative talmente distanti tra loro che senza una certezza del sì avrei tenuto nascosta la pista Guardiola».
«Non si può che fare gli auguri più sentiti a Pirlo e alla nazionale italiana di calcio. Con un ‘ma’: Pirlo pochi mesi fa ha fatto una scelta per me incomprensibile e sbagliata, quella di diventare ambasciatore nel mondo di Fonbet, prima agenzia di scommesse in Russia». È quanto dichiara sui suoi canali social il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova. Il settore delle scommesse non è colpito dalle sanzioni europee, ma questo non toglie che un personaggio pubblico della levatura di Andrea Pirlo dovrebbe riflettere sul significato pubblico di scelte private e di affari. Personalmente mi auguro che il nuovo Ct della Nazionale senta l’esigenza di rescindere il contratto con Fonbet, anche considerando la posizione attuale dell’Italia nei confronti della Russia. Anzi, voglio pensare che lo abbia già fatto». «Quando Putin interromperà la sua invasione violenta e illegale dell’Ucraina e la sua guerra ibrida contro noi europei – conclude – si potrà cominciare e parlare di Russia in altri termini. Oggi no».
«Dopo l’ennesima disfatta e un’altra qualificazione mondiale mancata, il calcio italiano avrebbe avuto bisogno di una rivoluzione culturale, etica e gestionale. La scelta di Andrea Pirlo» per guidare la Nazionale azzurra «va nella direzione opposta. Pirlo è stato un campione straordinario. Da allenatore, fin qui, ha mostrato ben poco. E c’è un tema che non può essere liquidato come irrilevante. Non interessa se Pirlo sia filorusso o meno. Conta ciò che ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata». A scriverlo su X è la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. «Non è stata una semplice partita di calcio, ma un tassello della strategia con cui Mosca cerca di dimostrare che tutto può continuare come se nulla fosse. La Nazionale italiana rappresenta l’Italia nel mondo. E l’Italia è dalla parte dell’Ucraina, dell’Unione europea e del diritto internazionale. Per questo la scelta di Pirlo è stata un grave errore. E la scelta della Figc lo è ancora di più. Non il piano B di Guardiola. Il piano Z del calcio italiano».
«In bocca al lupo a Pirlo, facciamo il tifo per lui», dopo di che «io ho conosciuto Guardiola e un po’ ci ho creduto, ci ho sperato» ha commentato Matteo Renzi interpellato sulla nazionale a SkyTg24. «Mi fa ridere – ha aggiunto a proposito dello spagnolo – chi dice che non va bene un allenatore straniero nella nazionale: a loro ricordo che se non ci fosse stato un signore argentino che si chiama Velasco non avremmo avuto i risultati avuti nella pallavolo e lo stesso in altri sport: con ct stranieri ci sono state alcune delle più belle avventure dell’Italia dello sport per cui i sovranisti alle vongole vadano in vacanza che abbiamo bisogno di più serietà».