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Presentate le linee strategiche per il prossimo quadriennio, sotto la guida del nuovo presidente Vincenzo Trione
Ricerca e formazione, soprattutto, ma anche grandi mostre, ampliamento del patrimonio, valorizzazione delle partnership internazionali. Le linee strategiche strategiche della Triennale di Milano per il prossimo quadriennio presentate dal nuovo presidente Vincenzo Trione (insediatosi lo scorso 4 giugno) e dalla direttrice generale confermata, Carla Morogallo, tratteggiano un piano ambizioso di rafforzamento del percorso di crescita e posizionamento anche internazionale avviato dall’istituzione culturale milanese negli ultimi anni, durante il mandato di Stefano Boeri.
Un piano nel segno della continuità per alcuni aspetti – in particolare sotto il profilo della gestione, che ha portato al risanamento e poi alla crescita della Triennale – e dell’evoluzione per altri. Perché «le istituzioni si reggono sempre su una una dinamica molto delicata tra continuità e discontinuità», osserva Trione. «Il modello che è stato sperimentato negli ultimi otto anni ha portato ottimi risultati – aggiunge -: Oggi Triennale è una realtà solida, con un bilancio sano e anche, ritengo, un modello virtuoso di rapporto pubblico-privato».
Tra il 2022 e il 2025 il patrimonio è aumentato di oltre 6 milioni di euro, mentre il bilancio 2025 ha chiuso con 20 milioni di euro di ricavi, per il 57% di provenienza privata (il 45% da sponsorship, il 22% da biglietteria, il resto da servizi aggiuntivi, partnership internazionali e progetti speciali) e per il 43% di natura pubblica (Ministero della Cultura, Comune di Milano, Regione Lombardia e Camera di commercio di Milano Monza e Brianza), come spiega Morogallo, confermata direttrice generale della Fondazione Triennale, sottolineando la capacità di diversificare le fonti di finanziamento, che dovrà proseguire e anzi rafforzarsi, evolvere, nei prossimi anni, per sostenere il nuovo piano di sviluppo. «Stiamo ultimando il revised budget del 2026, che presenteremo al cda a fine luglio – dice Morogallo -. Le stime per novembre si attestano a 18 milioni di euro. Chiuderà in pareggio e terrà conto non solo dei progetti già avviati, ma anche già di alcune delle nuove iniziative presentate dal presidente».
Tra queste, il potenziamento del centro studi e delle attività di formazione; una programmazione che comprende mostre tematiche e monografiche sui protagonisti dell’arte, dell’architettura, del design e della moda e che sarà illustrata nel prossimo autunno in modo dettagliato, insieme al progetto per l’ampliamento del Museo del Design italiano. Altre novità riguardano il «Public Program», che includerà le Lezioni milanesi, un ciclo di lectures che coinvolgerà ogni anno una figura centrale del dibattito culturale.
È stato inoltre nominato, per la prima volta, di un direttore creativo, carica affidata a Michele De Lucchi, che assume anche il ruolo di responsabile del Museo del Design Italiano.
È stato inoltre presentato il nuovo comitato scientifico, composto dallo stesso De Lucchi, insieme con Manuela Lucà-Dazio, curatrice architettura, e Andrea Viliani, curatore arte contemporanea. Al comitato si aggiungono alcuni consulenti scientifici per le aree disciplinari specifiche. Per rafforzare la presenza del cinema in Triennale, è stato coinvolto Paolo Mereghetti; confermati Carlo Antonelli per la musica e Luca Stoppini per la moda. Chiara Spangaro si occuperà del coordinamento scientifico dell’Archivio di Triennale. Umberto Angelini è il Direttore artistico del teatro di Triennale, Damiano Gullì sarà il curatore del public program e delle attività editoriali, Marco Sammicheli sarà il Design Week Exhibition Program Lead. Luca Cipelletti è il Direttore architettonico del Palazzo dell’Arte.
Per sostenere questa progettualità servono idee, ovviamente, e competenze. Ma non bastano: «il rapporto con i privati, imprese ma anche singoli sostenitori, è decisivo – dice il presidente Trione -. Stiamo lavorando per la prima volta un doppio modello di sostegno per accompagnare la nuova Triennale. Il primo è il Patron Program, che già esiste e prevede la possibilità di supporto da parte di privati cittadini. Verrà potenziato, un po’ sul modello degli Amici delle grandi istituzioni, con l’obiettivo soprattutto di creare una forma di comunità. Il secondo è la nascita di un Board of Trustees a cui tengo molto, perché saremmo la prima istituzione in Italia che si dota di un organo di questo tipo». Sono già iniziate diverse interlocuzioni con i possibili soggetti, innanzitutto imprenditori di area milanese, ma in prospettiva anche nazionali e internazionali, che potranno sostenere e accompagnare in modo significativo iniziative e progetti della Triennale.
Due soprattutto le aree di sviluppo fondamentali, precisa il presidente: «la prima sono le grandi mostre e qui il rapporto con i privati deve essere virtuoso, ma senza dimenticare che è l’istituzione a definire i binari, gli argini all’interno dei quali si può muovere la proposta di un privato». L’altro aspetto, a cui Trione tiene particolarmente, prevede forme di investimento specifico su progetti di ricerca. «Stiamo lavorando a una scuola di alta formazione, che verrebbe gestita da Triennale, e che ha bisogno di essere sostenuta da finanziamenti privati, anche perché il nostro auspicio è che fosse gratuita per i partecipanti. Inoltre, pensiamo al finanziamento di borse di dottorato di ricerca, da gestire insieme con le università, innanzitutto il Politecnico di Milano, ma anche tanti altri atenei italiani e stranieri».
L’idea, conclude Trione, è «portare il meglio dell’imprenditoria a investire su progetti di ricerca, con la Triennale come garante della qualità di questi progetti».
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