Sconfinamenti russi nello spazio aereo Nato, quest’anno già 42 missioni dei caccia italiani

Il Comandante operativo di vertice interforze (COVI), generale di corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, è intervenuto in audizione davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera nell’ambito dell’esame dei provvedimenti sulle missioni internazionali

Lo Scramble (letteralmente “precipitarsi”, “andare di corsa”) è la procedura operativa di difesa aerea della Nato che prevede il decollo immediato di una coppia di caccia intercettori per identificare e, se necessario, intercettare un velivolo sconosciuto o potenzialmente ostile che è entrato, o sta per entrare, nello spazio aereo protetto dall’Alleanza. È lo strumento principale con cui l’integrità territoriale dei cieli dell’Alleanza atlantica, difesa ogni singolo giorno, 24 ore su 24.

Intervenuto mercoledì 1 luglio in audizione davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera nell’ambito dell’esame dei provvedimenti sulle missioni internazionali, il Comandante operativo di vertice interforze (COVI), generale di corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci ha spiegato che «in termini pratici l’attività condotta, per darvi degli elementi di riferimento, ci ha portato all’esecuzione di 74 “Alfa Scramble” nel 2025, cioè sostanzialmente le missioni su allarme reale che vengono gestite dalla catena di comando e controllo aerea della Nato, e 42, ben 42 nel solo 2026 finora. Tutto questo naturalmente per monitorare l’attività e gli sconfinamenti per lo più russi nello spazio aereo alleato».

Con specifico riferimento all’Air Policing per il 2026, ovvero la missione permanente di difesa collettiva della Nato che consiste nel pattugliamento, nella vigilanza e nella protezione dell’integrità dello spazio aereo di tutti i Paesi dell’Alleanza, Iannucci ha detto che «sono previsti schieramenti a rotazione in Estonia, si è appena concluso come ho appena detto nel marzo del 26, in Romania, che è attualmente in corso, e in Lituania. È appena terminato l’impegno in Estonia, in Romania vediamo impiegato a Costanza un nostro Task Group Air». Il responsabile del Covi ha anncunaito che a partire da agosto l’Italia schiererà una sua task force nella base aerea di Šiauliai in Lituania «con un contingente di circa 180 militari e 4 velivoli Eurofighters».

Tra i diversi dossier affrontati nell’intervento, il Libano. «Il segretario dell’Onu, Antonio Guterres, ha fatto pervenire tre proposte, tre possibili modelli di una presenza evolutiva della Nazioni Unite in Libano – ha ricostruito il generale -. Registriamo una fortissima richiesta del governo libanese che vede la presenza di forze delle Nazioni Unite, con un numero diverso, per costruire una maggiore stabilità. Riteniamo anche noi che una presenza Onu sia necessaria e certamente la supporteremo e ne appoggeremo l’evoluzione nelle sedi opportune», ha concluso Iannucci.

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