
Indagine Federturismo Confindustria: exploit della montagna, scelta da quasi 8 milioni di italiani
Prezzi più bassi, destinazioni meno affollate e clima mite: sono i fattori che spingono la destagionalizzazione e fanno di settembre il nuovo mese delle vacanze nell’estate 2026. È quanto emerge dalle elaborazioni del Centro Studi di Federturismo Confindustria secondo le quali a sostenere la stagione sono soprattutto la forte domanda internazionale e l’aumento delle prenotazioni.
L’Italia infatti continua ad attrarre viaggiatori da tutto il mondo. Le ricerche di voli verso il nostro Paese aumentano del 26% rispetto allo scorso anno, mentre l’offerta di posti sui collegamenti diretti cresce del 14%, con una dinamica superiore a quella dei principali competitor europei. Anche per il periodo di Ferragosto la domanda resta sostenuta: le ricerche online risultano superiori del 17% rispetto all’estate 2025.
Mentre agosto resta il mese preferito dagli italiani per viaggiare (circa 16 milioni gli italiani che partiranno nel mese di agosto), come detto cresce in modo significativo anche il numero di chi sceglie di programmare le ferie a settembre (4,5 milioni), privilegiando periodi meno congestionati, temperature più miti e un miglior rapporto qualità-prezzo. Le prenotazioni aeree per settembre sono in aumento dell’8%.
Gli italiani continuano a premiare le località balneari di Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia, mentre sul fronte internazionale si confermano tra le mete più richieste le isole greche e Baleari e il Mar Rosso mostra segnali di recupero. Cresce l’interesse per il Nord Europa, favorito da un clima più fresco, e sul lungo raggio si rafforzano Giappone, Cina e Sud America. Ma anche Spagna e Grecia crescono notevolmente.
Assistiamo ad un exploit della vacanza in montagna, scelta da quasi 8 milioni di italiani, con il Trentino-Alto Adige che si conferma la destinazione di riferimento per chi cerca temperature più miti, natura e attività all’aria aperta.
«I dati confermano che l’industria del turismo sta vivendo una fase di crescita solida, sostenuta dalla qualità della nostra offerta, dall’allargamento dell’offerta con i nuovi turismi, e da una domanda internazionale sempre più dinamica», è il commento di Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria. «La destagionalizzazione è l’unico vero obiettivo da perseguire per il Paese: consente di distribuire i flussi, valorizzare destinazioni meno congestionate e generare benefici economici e occupazionali più duraturi. Per consolidare questa crescita servono investimenti nelle infrastrutture, nei collegamenti, nella digitalizzazione e soprattutto nelle competenze, così da rendere il turismo italiano sempre più competitivo sui mercati internazionali».
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