Ancora raid russi su Kiev: 10 morti

Almeno 56 i feriti, tra la capitale e i distretti intorno

La Russia ha lanciato nella notte nuove ondate di missili e droni contro Kiev e la regione circostante, uccidendo almeno 10 persone e ferendone almeno altre 56, poche ore dopo che il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito di un altro possibile attacco su larga scala contro la capitale.

Tymur Tkachenko, capo dell’Amministrazione militare della città di Kiev, ha riferito che un edificio residenziale nel quartiere di Podilskyi è stato parzialmente distrutto tra il quinto e il nono piano. Foto e video pubblicati sui social media mostrano parte della facciata dell’edificio crollata in seguito all’impatto di un missile. Altri edifici residenziali a più piani sono stati colpiti nei distretti di Podilskyi, Obolonskyi e Holosiivskyi, mentre altri tre palazzi residenziali sono stati presi di mira nel distretto di Darnytskyi.

Secondo le autorità, almeno nove persone sono morte e 46 sono rimaste ferite all’interno dei confini della città di Kiev. Almeno una persona è morta e dieci sono rimaste ferite nelle comunità appena fuori dalla capitale, nell’oblast’ di Kiev, ha dichiarato il governatore regionale Mykola Kalashnyk. Le squadre di soccorso sono sul posto e il numero delle vittime potrebbe aumentare.

Sul fronte diplomatico, dopo la telefonata del weekend tra Donald Trump e Vladimir Putin, la Russia si era detta disponibile a una soluzione negoziale, anche in vista del vertice Nato in Turchia. Subito dopo, però, ha minacciato la Polonia senza mezzi termini: «Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza», da sentenziato ieri il portavoce di Mosca Dimitri Peskov dopo aver detto che la Polonia «ha già messo a punto sul proprio territorio la produzione di droni destinati all’Ucraina» e il ministero della Difesa russo «ha già pubblicato gli indirizzi di tali impianti».

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