Antiriciclaggio, da oggi le nuove regole: segnalazione agli inquirenti per chi non collabora

Dal 1° luglio le nuove regole dell’Unità di informazione finanziaria: tutele rafforzate per chi segnala e chi è segnalato, condivisione delle anomalie tra operatori, occhio sulle cripto-attività e segnalazione agli investigatori per chi non collabora

Niente più segnalazioni a tappeto per mettersi al riparo, e per la prima volta gli algoritmi entrano nella caccia ai movimenti sospetti. Da oggi, 1° luglio, i professionisti, le banche e gli altri operatori finanziari devono provare il sospetto, non accumularlo – con l’intelligenza artificiale a segnalare le anomalie ma l’uomo a validarle. È la svolta del nuovo provvedimento antiriciclaggio firmato il 18 dicembre 2025 dal direttore dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, Enzo Serata: addio all’impianto del 2011 e stretta su chi non collabora con i controlli.

Le nuove istruzioni riguardano una platea vasta: intermediari bancari e finanziari, altri operatori finanziari, professionisti, operatori non finanziari, prestatori di servizi di gioco, gestori di strumenti finanziari e compro oro. I contenuti sono stati messi a punto con la Guardia di Finanza, dopo il confronto con la Direzione Investigativa Antimafia, le Autorità di vigilanza di settore e gli Organismi di autoregolamentazione, e una consultazione pubblica.

Ecco cosa cambia, punto per punto.

È il cuore della riforma. La segnalazione di operazione sospetta (Sos) non può più nascere da un automatismo. Sei situazioni, da sole, non bastano a far scattare la segnalazione: una difformità emersa nei controlli sul cliente; un rischio elevato attribuito al soggetto; le notizie negative che lo riguardano; le informazioni apprese da altri operatori; le richieste di informazioni arrivate dalle Autorità; e le misure cautelari, reali o personali, disposte a suo carico in procedimenti penali. Serve un sospetto reale, valutato caso per caso.

Per la prima volta il provvedimento disciplina in modo esplicito l’uso dell’Ia per individuare le anomalie. Via libera, ma a condizioni precise: gli strumenti devono essere conformi alle norme applicabili, basarsi su «dati oggettivi e verificabili» ed essere accompagnati da «adeguate valutazioni svolte con l’intervento umano». L’algoritmo segnala, ma a validare resta una persona.

Arriva la possibilità di condividere le anomalie tra destinatari diversi. Con un paletto: chi le scambia deve omettere ogni riferimento all’eventuale invio di una Sos.

Tra le fonti richiamate c’è il Regolamento Ue 2023/1113 sui trasferimenti di fondi e cripto-attività, segno che il perimetro ormai comprende anche il mondo digitale.

La riservatezza viene rafforzata su due fronti. Da un lato il soggetto segnalato. Dall’altro la persona che ha materialmente fatto la segnalazione, che non deve essere identificabile nemmeno attraverso il ruolo ricoperto: niente riferimenti, ad esempio, al «direttore della filiale» o al «direttore dell’area legale».

La Uif può congelare una o più operazioni sospette. I tempi sono scanditi: l’Unità risponde entro due giorni lavorativi, la sospensione dura al massimo cinque giorni lavorativi dalla notifica via Pec. Il provvedimento è coperto da segreto d’ufficio e al cliente non va mostrato.

Cambia anche il ritorno verso gli operatori. Almeno ogni sei mesi arrivano gli esiti delle segnalazioni, divisi in due elenchi: l’Elenco A per quelle senza sufficienti elementi di rischio, l’Elenco B per quelle a basso rischio. Per chi invia un numero rilevante di Sos, è prevista una scheda di feedback almeno una volta l’anno.

Doppio livello di controlli automatici sulle segnalazioni: conferma, scarto oppure anomalie non bloccanti. Se la Uif chiede di correggere o integrare una Sos e il destinatario non risponde entro 30 giorni, l’Unità trasmette comunque la segnalazione agli Organi investigativi, annotando che l’incompletezza è dovuta alla mancata collaborazione. E nei casi di particolare gravità la Sos può essere annullata. Attenzione: il comportamento tenuto dall’operatore, insieme a correzioni e annullamenti, pesa anche sul piano delle sanzioni.

Le segnalazioni viaggiano esclusivamente sul portale Infostat-Uif. Quelle transfrontaliere si compilano in inglese, con i codici 005 per il riciclaggio e 006 per il finanziamento del terrorismo.

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