
Nel 2025 i soci sono aumentati da 184 a 207. Nasce il Corporate Governance Center, per accompagnare la crescita delle pmi
Non è facile, di questi tempi, rispettare gli obiettivi di un Piano triennale: «Non ne ho visti molti arrivare ai risultati senza modifiche progressive», osserva Federico Visentin, imprenditore e presidente del Cuoa, la Business School più antica d’Italia, fondata nel 1957 ad Altavilla vicentina e divenuta in quasi 70 anni di storia un punto di riferimento per il sistema imprenditoriale non solo del Nord Est ma, ormai, di tutta Italia.
«Eppure ci siamo riusciti e, nel 2025, abbiamo superato i 10 milioni di ricavi, con una crescita del 6,7% rispetto al 2024, raddoppiando la redditività e realizzando un utile di oltre 500mila euro, con oltre 9mila persone formate attraverso i nostri programmi».
Numeri importanti non tanto di per sé (il Cuoa ha la particolarità di essere una fondazione senza scopo di lucro) ma soprattutto perché, oltre a garantire l’equilibrio economico-finanziario, riflettono l’interesse delle aziende verso i temi della formazione dei manager in un’epoca storica di profonde e rapide evoluzioni dei modelli di gestione, dei processi produttivi e dei flussi commerciali.
E riflettono la capacità del Cuoa di rispondere a questo interesse e a questa esigenza, osserva Visentin: «Il nostro scopo come Cuoa è quello di essere di supporto alle nostre imprese, che storicamente sono sempre state prevalentemente aziende del nostro territorio, il Nord Est, ma che sempre di più sono anche aziende nazionali e internazionali, dato che proprio lo sviluppo all’estero è uno degli obiettivi del nuovo consiglio di amministrazione, eletto un anno fa, e del nuovo piano triennale».
La cartina di tornasole dell’effica della proposta Cuoa è anche nel numero di soci sostenitori (aziende private che decidono di sostenere la Business School con un contributo annuo di 5mila euro), salito progressivamente dai 159 del 2023 ai 184 del 2024 fino ai 207 dello scorso anno. In aumento anche i soci fondatori (il cui contributo è di 10mila euro l’anno) che, con l’ingresso della Camera di commercio di Padova, nel 2025 sono arrivati a 13.
Un altro fenomeno rilevante è quello delle università sostenitrici, con 19 università che aderiscono al Cuoa University Network Business School, un sistema unico in Italia, che aggrega atenei di tutto il territorio nazionale (tra cui La Sapienza di Roma, il Politecnico di Torino, la Statale di Milano e diverse università del Sud) per mettere a sistema competenze e talenti a supporto dello sviluppo delle imprese.
«Nel corso del prossimo anno ci siamo dati l’obiettivo di rafforzare e ampliare questa rete anche all’estero – spiega Visentin -. Abbiamo naturalmente già diverse relazioni con atenei e centri di ricerca internazionali, ma vogliano creare partnership strutturate con 3-4 Business School europee selezionate per la similarità produttiva e industriale del territorio in cui sorgono con quello italiano, quindi ad alta intensità manifatturiera, per favorire scambi di faculty e di studenti, compresi manager e imprenditori.
Un’altra novità importante è l’avvio, a un mese fa, del nuovo Corporate Governance Center, una nuova struttura dedicata ad affrontare i temi della corporate governance, uno spazio di ricerca e confronto, concepito per approfondire le principali sfide che caratterizzano il contesto imprenditoriale italiano (dal passaggio generazionale all’ingresso dei fondi nel capitale), condividere evidenze scientifiche e mettere a confronto esperienze concrete di imprese e stakeholder. È già stato creato uno «steering commitee» per definire le linee guida del nuovo progetto, che ha già realizzato un primo Osservatorio sulla governance, ed è in corso di costruzione anche l’advisory board.
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