Fentanyl in Italia, l’allarme del Ros: «Fenomeno da monitorare». Il generale Molinese: «Un furto in ospedale è un segnale»

Il comandante del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri in audizione alla Commissione parlamentare Antimafia: “Non si registra per ora quella gravità del fenomeno dell’uso fentanyl in Italia così come nel Nord-America”. Nel 2024 sequestrate circa 58 tonnellate di droga, 19 alle frontiere

Il fentanyl non mostra al momento in Italia la stessa gravità registrata nel Nord America, ma il fenomeno deve essere monitorato con attenzione. È uno dei passaggi centrali dell’audizione di Vincenzo Molinese, comandante del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dell’Arma dei Carabinieri, ascoltato in Commissione parlamentare Antimafia sul traffico di stupefacenti, sulle rotte della droga e sul ruolo delle organizzazioni criminali.

«Non si registra per ora quella gravità del fenomeno dell’uso fentanyl in Italia così come nel Nord-America», ha detto. Il comandante del Ros ha precisato che, allo stato, non emergono segnali di un coinvolgimento diretto delle mafie nel mercato del fentanyl. «Non si registrano allo stato nella Penisola segnali di coinvolgimento della criminalità organizzata», ha continuato, precisando però che «questo non vuol dire che non ci siano».

Secondo Molinese, «il fenomeno va monitorato, costantemente in linea con le previsioni dello specifico piano nazionale di prevenzione».

Durante l’audizione, il comandante del Ros ha richiamato anche il recente furto di 80 fiale di Fentanyl rubate dalla farmacia dell’ospedale Israelitico. Un episodio che, secondo Molinese, può indicare un interesse crescente verso l’approvvigionamento della sostanza.

«E’ un segnale, così come possono essere dei segnali gli esiti delle attività investigative; un furto presso la farmacia di un noto nosocomio italiano – così come questi quantitivi vengono cutoditi nei più grandi ospedali – è un segnale che incomincia la volontà ad approvvigionarsi – conclude – Se questa è una volontà poi diretta alla diffusione, attraverso il web, di quella sostanza nel territorio nazionale o all’estero lo sveleranno le indagini».

Accanto al tema fentanyl, Molinese ha fornito alla Commissione parlamentare Antimafia il quadro aggiornato dei sequestri di stupefacenti in Italia. Nel 2024 sono state intercettate circa 58 tonnellate di droga, in calo rispetto alle 89 tonnellate del 2023.

«Nel 2024 sono stati sequestrati in Italia stupefacenti per complessive 58 tonnellate circa, 19 delle quali – il 32% – presso le aree di frontiera in gran parte marittime, a fronte delle 89 tonnellate sequestrate nel 2023 delle quali solo 22,8 – il 26% del complessivo del 2023- in aree frontaliere».

Il calo dei sequestri nelle aree di frontiera viene letto anche alla luce del cambiamento delle rotte e delle modalità di occultamento e trasporto.

«Nel 2024 la quantità complessiva di droga intercettata presso i vari ambiti frontalieri ha registrato un sensibile decremento rispetto all’anno precedente, di circa un terzo – continua Molinese – ciò deriva non solo dall’efficacia dell’azione di controllo ma anche dall’evolversi delle rotte e dei metodi occultamento e trasporto».

Il mercato degli stupefacenti, secondo quanto riferito dal comandante del Ros, non riguarda soltanto la cocaina. Molinese ha indicato anche le direttrici dell’eroina, dell’hashish, della marijuana e delle droghe sintetiche.

Oltre alla cocaina, spiega Molinese, il mercato di stupefacenti riguarda anche «l’eroina, di provenienza afghana che giunge in Italia attraverso la cosiddetta rotta africana» e «la rotta balcanica, i cui principali attori risulterebbero i trafficanti turchi».

«L’hashish di provenienza marocchina arriva in Italia importato via Spagna o attraverso pescherecci, la marijuana risulta coltivata in grande quantità anche nella nostra penisola», prosegue. «Le droghe sintetiche sembrerebbero prodotte per lo più nel nord est di Europa», conclude.

Nel corso dell’audizione, Molinese ha poi ricostruito il ruolo delle principali organizzazioni criminali nel traffico di droga. La ’ndrangheta resta indicata come la mafia italiana con il peso più rilevante nel narcotraffico internazionale, in particolare nel settore della cocaina.

Nel corso dell’audizione, Molinese ricorda che «da decenni la ’ndrangheta rappresenta l’organizzazione criminale autoctona con il ruolo più rilevante nel traffico internazionale di stupefacenti in particolare della cocaina. Questa grande capacità risiede nella sua propensione a costruire rapporti diretti e privilegiati con i cartelli sudamericani, consolidati attraverso una rete di broker».

Nel territorio nazionale inoltre «la ’ndrangheta sta rafforzando il controllo diretto delle piazze di spaccio nelle grandi città, Roma inclusa».

In questo settore c’è una «presenza attiva anche della camorra, di Cosa nostra, della criminalità pugliese nonché delle mafie etniche».

Molinese si è soffermato anche sulla camorra, sottolineandone la capacità di proiezione fuori dall’Italia e il controllo delle piazze di spaccio soprattutto in Campania.

Quanto alla «camorra da tempo ha esteso la propria influenza oltre i confini nazionali» organizzando «basi operative» in altri paesi europei specie in «Spagna e Paesi Bassi». «Sul piano interno la camorra mantiene il controllo militare e capillare delle piazze di spaccio soprattutto in Campania», continua.

Riguardo a Cosa nostra, Molinese spiega che «ha mostrato nel più recente periodo un rinnovato interesse per il traffico di stupefacenti».

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