
Il fatturato consolidato del gruppo francese è stato pari a 8,2 miliardi di euro. Ottimi i dati dei mercati americani, che segnano +15%, e del Giappone a +11%
Inizio d’anno molto positivo per Hermès: il fatturato consolidato del gruppo nel primo semestre 2026 è stato pari a 8,2 miliardi di euro, con un incremento del 6% a tassi di cambio costanti e del 2% a tassi di cambio correnti rispetto allo stesso periodo del 2025.
Tutte le aree geografiche hanno registrato una crescita, ad eccezione del Medio Oriente, che ha comunque dimostrato una buona resilienza in un contesto difficile. Le Americhe, il Giappone e l’Europa, esclusa la Francia, hanno evidenziato una crescita sia nel primo sia nel secondo trimestre. L’utile operativo ricorrente ha raggiunto 3,4 miliardi di euro (pari al 41% del fatturato), registrando un leggero aumento.
Nel secondo trimestre, il fatturato ha raggiunto 4,1 miliardi di euro, con una crescita del 7% a tassi di cambio costanti, segnando una lieve accelerazione rispetto al primo trimestre, in particolare in Francia, Giappone e Medio Oriente.
«Nel primo semestre del 2026, Hermès ha conseguito una solida performance, che riflette il forte appeal dei suoi 16 mestieri e la fiducia dei suoi clienti. Convinti della solidità del nostro modello artigianale unico e del controllo dei nostri principali equilibri, guardiamo al futuro con fiducia», ha dichiarato in una nota Axel Dumas, presidente esecutivo di Hermès.
Alla fine di giugno 2026, tutte le aree geografiche hanno registrato una crescita, ad eccezione del Medio Oriente, che ha segnato una lieve flessione. L’Asia (escluso il Giappone), ha segnato +2%, continuando il proprio percorso di crescita, in particolare nella Grande Cina. La Corea del Sud, riporta Hermès, ha registrato una performance eccezionale.
Il Giappone ha registrato ricavi in aumento dell’11%, con un’accelerazione nel secondo trimestre. Questa performance è stata sostenuta dall’elevata affluenza nei negozi e dalla fedeltà della clientela locale. Ancora meglio l’area delle Americhe (+15%): a giugno, a Los Angeles, Hermès ha presentato con grande successo il secondo capitolo della collezione prêt-à-porter donna Autunno/Inverno 2026.
L’Europa (esclusa la Francia) segna +9%, trainata da eventi come l’inaugurazione della Hermès Maison al 166 di New Bond Street a Londra, la sesta del suo genere. La Francia ha registrato un aumeno del 2%, sostenuta sia dalla clientela locale sia dalla ripresa dei flussi turistici.
Altre aree, che comprendono principalmente il Medio Oriente, con un calo del 4% hanno dimostrato una notevole resilienza in un contesto geopolitico instabile. Il secondo trimestre ha evidenziato una graduale ripresa, trainata dalla clientela locale.
Per quanto riguarda le categorie di prodotto, alla fine del semestre tutti i “métiers” (le attività produttive della maison), ad eccezione di Profumi e Bellezza, hanno registrato una crescita positiva. I settori Pelletteria e Selleria, Prêt-à-porter e Accessori, Seta e Tessili e Orologeria hanno inoltre accelerato la loro crescita nel secondo trimestre.
Nel dettaglio, Pelletteria e Selleria segna +10%, con le icone ma anche i nuovi modelli come Cliquetis, Kelly Hobo e Double Longe che hanno riscosso un grande successo. Hermès ha inoltre proseguito il potenziamento della propria capacità produttiva con l’apertura, all’inizio di aprile, del 25esimo laboratorio di pelletteria a Loupes (Gironda). Nei prossimi anni è prevista l’apertura di altri tre laboratori, a Charleville-Mézières (Ardenne) nel 2027, a Colombelles (Calvados) nel 2028 e a Les Andelys (Eure) entro il 2030.
La categoria Prêt-à-porter e Accessori ha segnato +2%, e ha beneficiato di un netto miglioramento nel secondo trimestre, trainato dal forte slancio del prêt-à-porter. Per Seta e Tessili ottime vendite a +10%, mentre Profumi e Bellezza ha registrato un calo del 4%. L’Orologeria è definita “stabile”, con “una solida crescita nel secondo trimestre”; altri settori Hermès, che comprendono la Gioielleria e l’Home Universe (Arredamento e Casa), hanno continuato a crescere del 5%.
In lieve aumento l’utile operativo ricorrente, a 3,4 miliardi di euro rispetto ai 3,3 del primo semestre 2025. Nonostante l’impatto negativo dei tassi di cambio, la redditività operativa ricorrente si è attestata al 41%, rispetto al 41,4% di fine giugno 2025.
L’utile netto consolidato di competenza del gruppo è rimasto stabile a 2,2 miliardi di euro. Come nel primo semestre del 2025, tale risultato include il contributo straordinario applicato in Francia agli utili delle grandi imprese. Escludendo questo onere, l’utile netto consolidato di competenza del gruppo è stato pari a 2,5 miliardi di euro, corrispondenti al 30,7% del fatturato. Alla fine di giugno 2026, le fluttuazioni dei tassi di cambio hanno avuto un impatto negativo significativo sul fatturato, pari a oltre 360 milioni di euro.
Nel corso dei primi sei mesi dell’anno, Hermès International ha anche riacquistato 94.846 azioni proprie, per un valore complessivo di 160 milioni di euro, al netto delle operazioni effettuate nell’ambito del contratto di liquidità.
Per quanto riguarda le prospettive future, nel medio termine, nonostante le incertezze economiche, geopolitiche e monetarie a livello mondiale, il gruppo conferma un ambizioso obiettivo di crescita del fatturato a tassi di cambio costanti.
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