Il lusso di avere carta bianca: il futuro dell’ospitalità

Caravaggio e David Hicks, il surrealismo e il cinema d’autore, l’oro e la lacca. Oscar Lucien Ono riflette concepisce gli ambienti come quadri dove proiettare i propri sogni.

Una carriera internazionale in ascesa, quella di Oscar Lucien Ono, interior designer francese che dal suo studio parigino immerso nel verde di rue Jacob, nel cuore di Saint-Germain-des-Prés, costruisce l’immagine di ricche residenze private, hotel e ristoranti d’eccezione, sofisticati showroom, arredi in edizione limitata. Fondata nel 2014, la sua Maison Numéro 20 contiene nel nome un omaggio alle più blasonate firme storiche dell’interior design, come Maison Jansen, uno dei pionieri nella storia della décoration. Simbolo di raffinato eclettismo e lusso nelle arti decorative, Jansen ha plasmato l’estetica di un’epoca, quella degli inizi del Novecento, combinando lo stile classico francese con l’innovazione moderna. E lo ha fatto anche grazie all’apporto insostituibile di una schiera di maestranze superlative. Oscar Ono ama ricordarlo in riferimento a un metodo che ispira anche il suo: «Maison Numéro 20 ha uno staff di circa dodici persone, ma il gruppo di lavoro si allarga e comprende tappezzieri, fabbri, designer di tessuti, ebanisti e decoratori specializzati nell’arte della patina, una schiera di artigiani di altissimo valore che collaborano con me. Ogni progetto è un lavoro di squadra e io mi incarico della direzione artistica».

Nato a Tolone e cresciuto a Saint-Étienne, Ono ha coltivato da sempre la passione per l’interior design. «Non ho nessuna tradizione familiare alle spalle, vengo da un contesto semplice, ma ho sempre avuto interesse per l’arredo», dice con spontanea naturalezza. «Fin da bambino mi incantavo a guardare le riviste di interior e mi divertivo a variare la disposizione dei mobili di casa». Un’inclinazione seguita partendo da una formazione che lo vede, prima, laureato in Storia dell’Arte a Lione e, in seguito, diplomato in Storia dell’Arte Antica all’École du Louvre, un percorso che consolida la sua passione per l’architettura antica, la pittura, il disegno e l’uso del colore. Alcune importanti esperienze in Francia e all’estero, culminate con un soggiorno in Inghilterra, lo introducono al mondo dell’interior design di lusso, dove la sua estetica colta e stratificata, eppure empatica e leggibile, ottiene un successo crescente. I progetti affidati all’eclettica creatività di Ono diventano luoghi sorprendenti, che il talento del progettista definisce giocando con materiali e texture, colori densi, contrasti, citazioni, sempre guidato da una profonda coerenza stilistica che consegna allo spazio un’identità precisa.

Tra i lavori che lo hanno portato alla ribalta nella scena dell’interior design francese, il restauro nel 2019 del celebre cabaret parigino Paradis Latin. «È un luogo unico, un’istituzione costruita durante il regno di Napoleone III che, dagli anni Settanta del secolo scorso, era andata incontro a un malinconico declino», spiega Oscar Ono. «L’idea era di ridisegnarlo come se tutto fosse lì da sempre». E infatti l’interior designer ne ha fatto il tempio contemporaneo di un glamour intramontabile. L’oro nei mosaici murali, nei tappeti e negli arazzi è accostato a decori floreali, motivi jungle e imbottiti in velluto, un mix che convive in armonia sotto la celebre cupola originale dell’epoca napoleonica. Per definire il suo stile, Ono parla di un classicismo contemporaneo ispirato dalle arti plastiche e decorative, che attinge a varie epoche ed è il distillato della sedimentazione di diversi stimoli culturali, incontri, viaggi e immersioni in civiltà lontane nel tempo e nello spazio.

Se gli si chiedono i periodi e le personalità che lo hanno maggiormente influenzato, cita gli anni Trenta e Settanta del secolo scorso, epoche da cui affiorano nomi gloriosi: Jacques-Émile Ruhlmann, maestro dell’arredamento Art Déco le cui creazioni si distinguono per l’uso di legni rari e la sorprendente cura dei dettagli, Jean Dunand, artista visionario che ha gettato un ponte tra Art Déco e Modernismo, rinomato per la maestria nella lavorazione della lacca e del metallo. In tempi più recenti, David Hicks, celebre designer inglese degli anni Sessanta e Settanta che ha rivoluzionato l’uso del colore nelle residenze dell’alta società e dell’aristocrazia del suo tempo. Nella composizione dell’estetica di Oscar Ono hanno un ruolo anche le opere di un genio assoluto come Caravaggio, che lo affascinano per l’uso drammatico della luce e del colore e la predilezione per toni terrosi, bruni, contrastati da squarci di rossi accesi e bianchi luminosi. «Mi piace osare e andare oltre le regole. Penso sia così che un progetto diventa creativo», dice a proposito dei suoi lavori.

Per Villa Cielo a Ibiza, ha ridefinito l’immagine di un’antica finca, abbinando il suo fascino rustico a una ricercata allure moderna. L’interior design ruota attorno a una tavolozza di blu ispirata al Mediterraneo, che spazia dal profondo azzurro Klein a un turchese delicato. A Madrid, un progetto residenziale in uno degli edifici simbolo della capitale, Casa-Palacio del Conde de Cedillo, presenta una serie di ambienti, ognuno concepito come un quadro, arricchito da decorazioni dipinte sulle cornici degli stucchi e da soffitti con effetti trompe-l’œil che ricordano intarsi e marmi. Il piccolo hotel Villa Miraé a Cap d’Antibes, una celebrazione della Riviera francese e della sua eterna atmosfera balneare, propone la struttura di un borgo provenzale. All’interno, le pareti color cipria delineano spazi luminosi dove riverbera la luce del Sud della Francia. L’allestimento dell’hotel Le Soleia a Nizza fonde riferimenti artistici e linee organiche ottenute dall’intervento artigianale su materiali naturali come legno, ceramica, vimini, tessuti leggeri. Il tema dell’ospitalità è particolarmente congeniale a Oscar Ono. L’installazione creata per il Salone del Mobile 2026, Aurea, an Architectural Fiction, ne è la prova. I temi cari a Oscar Ono, Art Déco, surrealismo, mitologia, cinema d’autore, orientalismo si intrecciano: le espressioni contemporanee instaurano un dialogo aperto con i riferimenti classici, dando vita a un linguaggio in equilibrio tra eccesso e sottrazione.

Articoli correlati