Euro2032, ultimo giorno per candidare gli stadi: a Palermo è corsa contro il tempo

Sarà compito della Federcalcio, comunque, effettuare le scelte definitive. Ci sono due mesi di tempo per farlo. Cioè agosto e settembre. Perché l’1 ottobre la Uefa, organizzatrice degli Europei, vorrà avere sul tavolo cinque stadi “forti” scelti dalla Figc

Il 31 luglio è arrivato. Oggi è l’ultimo giorno in cui potranno essere inviate alla Federcalcio le candidature per ospitare le partite degli Europei del 2032, che l’Italia condividerà con la Turchia con cinque stadi a testa.

Una data che, se all’inizio poteva sembrare “larga”, alla fine si è dimostrata una salvezza per dare il tempo alle città – di concerto con i club, in alcuni casi – di presentare tutta la documentazione corretta. Il caso Palermo è esemplificativo.

Partiamo dal dire che la situazione nel capoluogo siciliano è una delle più particolari. Perché l’iter per autorizzare la ristrutturazione del Renzo Barbera è stato davvero concluso in tempi record, essendo partito soltanto dieci mesi fa. Tant’è che ha avuto risonanza in tutti gli ambienti calcistici europei.

I problemi sono arrivati soltanto in settimana. La questione è legata all’accordo che era stato stretto con la società (il City Group, lo stesso che possiede il Manchester City), che finanzia il restyling con circa 300 milioni di euro. Alcune modifiche dell’accordo al Comune hanno portato al dietrofront della società e adesso, a meno di 24 ore dalla scadenza, il Consiglio è al lavoro per trovare una nuova soluzione e tornare in pista con il progetto.

Il caso di Palermo al momento è l’unico in dubbio. Perché i nomi degli stadi candidati si conoscono ormai da mesi e non dovrebbero esserci sorprese. In totale si tratta di 15 stadi in 13 città, da Verona e Genova a Bari e Napoli. L’unica con più impianti è Roma, che ne candida addirittura 3: l’Olimpico e i nuovi Pietralata e Flaminio.

A proposito del Flaminio, è chiaro che alcune candidature hanno l’obiettivo di cavalcare la scia dell’evento sportivo, e quindi la ricerca di maggiori entrate economiche, piuttosto che puntare davvero a essere uno dei cinque stadi ospitanti.

Sarà compito della Federcalcio, comunque, effettuare le scelte definitive. Ci sono due mesi di tempo per farlo. Cioè agosto e settembre. Perché l’1 ottobre la Uefa, organizzatrice degli Europei, vorrà avere sul tavolo cinque stadi “forti” scelti dalla Figc. Non è detto che saranno quelli definitivi: per questo, la cinquina sarà affiancata da un paio di altre scelte di riserva.

Poi inizierà l’ultima fase di consultazione. La Uefa valuterà diversi aspetti, che non includono soltanto gli impianti di gioco: su tutti, la logistica e la gestione dei grandi eventi nella città. Quest’ultimo punto gioca a favore di Roma, che nel 2025 ha gestito afflussi notevoli, su tutti il Giubileo con in mezzo l’elezione del nuovo Papa. Ed è per questo motivo che la Capitale è fortemente candidata ad ottenere due stadi.

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